Verso il ballottaggio: è caccia ai voti dei grillini e dei fan di Alfio Marchini

Tra meno di due settimane i cittadini romani sono chiamati a eleggere il proprio sindaco. Verso il 9 e il 10 giugno pesa la decisione delle due formazioni politiche

È partito il conto alla rovescia. Tra meno di due settimane i cittadini romani saranno chiamati alle urne per eleggere il proprio primo cittadino. Per il sindaco uscente Gianni Alemanno e per lo sfidante Ignazio Marino è iniziata la caccia al voto. Da una parte si cerca di convincere gli astenuti, come Alemanno che ha tappezzato la città di manifesti con la scritta 'Vince chi vota!', che sono tanti e poco inquadrabili e che costituiscono una pesante incognita verso il ballottaggio romano. Dall'altra si cerca di attirare l'elettorato che invece si è espresso per le 'alternative' in campo, soprattutto quelle più 'pesanti' in termini di voti come il Movimento Cinque Stelle e la lista di Alfio Marchini.

M5S - Anche se difficilmente gli elettori del Movimento Cinque Stelle romano riceveranno indicazioni dall'alto, i voti 'grillini' sono molto corteggiati dal centrosinistra ma anche dal centrodestra. Il primo ad allungare una mano verso di loro è stato Ignazio Marino che lunedì pomeriggio, commentando a caldo l'esito delle urne, ha lanciato un appello poi ribadito anche oggi nel corso di un'intervista alla trasmissione Agorà su Rai3: “Alcuni dei temi portati avanti da M5S, sono i nostri. Ad esempio il referendum di indirizzo”. Non è rimasto indietro nemmeno Alemanno che a margine di un evento ha affermato: “Il M5S è principalmente un movimento di protesta ma questo non toglie che presenta istanze molto importanti come la trasparenza e il rinnovamento della cosa pubblica, quindi da parte nostra c'è la massima attenzione anche se sapevamo bene per statuto non si può e non si vuole schierare”. E infatti proprio oggi Marcello De Vito, intervistato ad Agorà3 non ha lasciato spazi ad alcun dubbio: “Nessun endorsment al ballottaggio. Alemanno e Marino sono esattamente la stessa cosa” ha affermato invitando i suoi elettori a non andare a votare il 9 e il 10 giugno.

MARCHINI - E poi c'è Marchini che non ha ancora sciolto le riserve alzando così il 'peso' dei suoi voti verso il ballottaggio. Contro il 'consociativismo' ma lontano dalla prospettiva grillina, Marchini ha svelato solo una certezza unendosi in qualche modo allo slogan del sindaco uscente: “Andrò a votare”. Peccato però che non abbia ancora detto per chi. E quando gli chiedono cosa farebbe in caso della promessa di un posto da vicesindaco elude ogni risposta diretta e afferma che “il discorso non è appoggiare chi o come. Io l'ho detto: non farò il vice di nessuno, ho fatto una scelta di vita per cui per i prossimi 15 anni mi occuperò di politica con passione”. Insomma, in vista del ballottaggio, tutto è ancora possibile su questo fronte. “Non sarà così semplice, a mio avviso, trovare una piattaforma comune vera sulle cose da fare. Lo farò con uno spirito assolutamente laico, ma sarò inflessibile perché con la speranza non si scherza e il voto che hanno dato a noi è un voto di speranza” ha detto a Radio 24.

ALEMANNO – Punta soprattutto sugli astenuti però il sindaco Alemanno che pur avendo definito Marchini e De Vito “due dei tanti interlocutori da sollecitare” ha tappezzato la città di manifesti con la scritta “Vince chi vota”. Poi punta sulla pancia degli elettori di destra: “Non riconsegniamo Roma alla sinistra” ha scritto su Facebook ricordando il debito ereditato dalla giunta Veltroni.

MARINO – Dal canto suo Marino cerca di indebolire Alemanno sul suo stesso terreno: la sicurezza. E l'ondata di omicidi di ieri, anche se due di questi non sono avvenuti nella Capitale, aiuta a entrare nella pancia della gente. “Punterò, e l'ho fatto da quando abbiamo avuto i dati dello scrutinio, sui temi importanti per la città. Forse varrebbe la pena di discutere del problema della sicurezza” ha spiegato Marino intervenendo su Rai 3 alla trasmissione Agorà. L'attacco al primo cittadino è diretto: “Il sindaco uscente aveva garantito una città sicura. C'è un fallimento drammatico”.

FLI – Un endorsment inaspettato per il sindaco uscente Alemanno è arrivato oggi da Futuro e Libertà, il partito fondato da Gianfranco Fini. Fli, per quel che può pesare, appoggerà Gianni Alemanno. “Gli italiani hanno bisogno di certezze, di pragmatismi, di valori ed è per questo che chi ha votato ha optato sostanzialmente per un'opzione bipolare. Su questo dato dovremmo riflettere per cercare di mettere in campo una riforma costituzionale, in chiave presidenziale, e per lavorare a una riunificazione delle destre” ha dichiarato in una nota Roberto Menia, presidente di Fli. Una scelta completamente diversa da quella fatta dall'ex assessore alla Cultura, Umberto Croppi, che dal Pdl passò a Fli per poi essere sostituito al primo rimpasto mentre ora è passato al 'campo nemico' per appoggiare Marino.

I SONDAGGI -  Alemanno crede nella rimonta. Marino cerca di fare tesoro dei circa 12 punti di vantaggio. I sondaggisti danno ragione a entrambi. Secondo alcune indagini riportate dall'Ansa per Nicola Piepoli Alemanno ha “il 5-10 per cento di possibilità di rimontare mentre Marino il 90-95 per cento di chance di vincere”. Diverso invece il calcolo di Carlo Buttaroni di Tecnè per Sky Tg24 che concede il 20% di possibilità al sindaco uscente. Per i sondaggisti chi non è andato a votare al primo turno, farà la stessa cosa al secondo anche se per Nicola Cesare di Digis “è importante rifare i sondaggi, perché un'astensione cosi' grande va analizzata bene. Con la tendenza del voto oggi è difficile pronunciarsi”. Per Cesare, “l'astensione sembra più di centrodestra che di centrosinistra. La mia idea è che Marino vincerà, ma non con 12 punti di scarto. Le percentuali sono 90 a 10. Bisognerà vedere cosa faranno Marchini ed M5S. Comunque sembra davvero una partita nuova''.

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