Il Cavaliere diserta la battaglia di Alemanno e lui schiera la fanteria

Difficilmente Berlusconi andrà in appoggio ad Alemanno per la sfida del ballottaggio. Il sindaco uscente ha incontrato i suoi: "La partita è completamente aperta"

Chi ha partecipato al comizio di chiusura della campagna elettorale al Colosseo venerdì scorso, lo ha respirato nell'aria. I rapporti tra Silvio Berlusconi e Gianni Alemanno, in questi giorni cruciali per una battaglia decisiva come quella della Capitale, non sono proprio ottimi. Un discorso poco incentrato sulla situazione romana, la canzoncina di rito 'Meno male che Silvio c'è'. Poca carica e soprattutto, poca gente. Tra Alemanno e Berlusconi non c'è mai stata una grande storia d'amore tanto che a febbraio, di fronte alle perplessità dell'ex premier che aveva messo dei dubbi sulla ricandidatura di Alemanno, erano serviti diversi comunicati e un teatrino ad hoc allestito in Campidoglio per dimostrare il contrario. Poi il freddo finale, quello decisivo. A dieci giorni dalla battaglia campale del ballottaggio, il cavaliere sembra essere intenzionato ad abbandonare la Capitale al suo destino.

A parlare del gelo tra i due è il quotidiano ligure Il Secolo XIX che scrive: “Alemanno sa perfettamente che in realtà Silvio non c'è e neanche vuole esserci per il suo tentativo di rimonta su Ignazio Marino. Il Cavaliere se ne resterà tutta la settimana in Sardegna e la prossima potrebbe dedicarla ai suoi processi e alla scelta di un nuovo allenatore per il Milan”. Insomma Alemanno cerca di convincere i suoi che una rimonta è possibile e punta a ripetere l'esperienza di cinque anni fa quando al primo turno era in svantaggio rispetto a Rutelli, seppure di meno voti. Ma Silvio Berlusconi non vuole rischiare di esporsi mettendo la faccia su una sfida che ha molte probabilità di trasformarsi in sconfitta.

Così se il Cavaliere non si batterà per la causa romana, Alemanno punta a vincere solo con la fanteria. Ed è proprio questa l'espressione usata dal sindaco uscente per convincere i suoi a credere nella rimonta. Ieri in un incontro organizzato al Comitato elettorale di via Giano della Bella ha  affidato tutto nelle mani dei 'suoi': “Alla fine di ogni battaglia per vincere entra in campo la fanteria: voi siete proprio quella fanteria che deve andare casa per casa, negozio per negozio, mercato per mercato per conquistare il voto e arrivare insieme alla vittoria”. Tra i presenti, tutti i capilista della coalizione esponenti della componente ex forzista del Pdl (Alfredo Antoniozzi, Davide Bordoni, Roberto Cantiani, Marco Pomarici), di Fdi (Marco Marsilio), de La Destra (Roberto Buonasorte). A tutti loro Alemanno ha ribadito: “La partita è completamente aperta”.

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