Alemanno scrive una lettera ad amici e collaboratori: "Faremo un'opposizione seria"

Nello scritto Gianni Alemanno traccia un breve bilancio del suo mandato e ammette la sconfitta non senza rivendicare di "lasciare a Marino una città migliore"

“Il mio primo dovere, dopo questi intensi e difficili anni da Sindaco di Roma e dopo una campagna elettorale tutta in salita, è quello di ringraziare”. Inizia così una lettera con cui Gianni Alemanno ha voluto salutare e ringraziare tutti gli 'amici', dai volontari ai militanti fino ai collaboratori e ai romani, che lo hanno sostenuto durante il suo governo di Roma.

Nella lettera Alemanno traccia un breve bilancio del suo mandato senza mancare però di prendersi la responsabilità della sconfitta politica. “Abbiamo fatto il nostro dovere per servire la nostra città, anche se mi assumo in prima persona tutte le responsabilità di quello che non ha funzionato come doveva e di quello che non siamo riusciti a comunicare ai nostri concittadini”.

Un passaggio sull'astensionismo era dovuto. “Non era mai accaduto che più di un romano su due non partecipasse al voto per eleggere il proprio sindaco”. Di fronte ai numeri raccolti dalla sua coalizione Alemanno ammette: “Non siamo riusciti, quindi, a coinvolgere la maggioranza dei cittadini, allo stesso modo dei nostri numerosi sfidanti al primo turno e di Ignazio Marino al ballottaggio”.

Alemanno poi è tornato anche sull'analisi delle modalità con cui è stata portata avanti la campagna elettorale, ribadendo un punto su cui ha insistito a lungo durante la campagna elettorale: troppo pochi incontri con Marino. “Avevamo più volte sollecitato il nostro principale avversario ad impegnarsi in una campagna elettorale diversa, moltiplicando i confronti diretti sulle diverse proposte programmatiche. Purtroppo nel campo avverso ha prevalso la logica di chiudersi a catenaccio per non mettere a rischio il vantaggio acquisito”.

E infine le proposte per il futuro. “Faremo un’opposizione seria: costruttiva e responsabile ogni qual volta si tratta di servire gli interessi reali della città, dura e determinata se invece dovremo difendere i valori irrinunciabili di Roma. Non ripeteremo l’errore del centro sinistra di fare un’opposizione ostruzionistica per bloccare le decisioni, anche quelle necessarie per Roma, pur di ostacolare l’avversario politico”.

La chiusura della lettera è un leit motiv che si è ripetuto per tutto il suo mandato: “Certamente Ignazio Marino non troverà Roma come l’abbiamo ereditata noi: oggi ci sono solide basi economiche e progettuali, su cui abbiamo duramente lavorato in questi anni, per costruire il futuro della città più bella del mondo”.

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