Alemanno e Belviso visitano il campo rom di via Candoni e attaccano il Tar: "Fa ostruzionismo"

Il sindaco uscente e la sua vice in visita 'elettorale' all'insediamento attrezzato. "Per Marino il nomade può fare qualsiasi cosa"

Ha detto che per vincere bisogna stare sul territorio e insieme ai suoi sta gridando l'allarme sulla vittoria di Marino che libererebbe rom e immigrati per le strade della Capitale. Il sindaco Gianni Alemanno, insieme alla vicesindaco Sveva Belviso, ha iniziato la sua crociata verso il ballottaggio con la visita al campo rom di via Candoni battendo forte su tema che ha accompagnato tutta la sua amministrazione: la questione 'nomadi'. In particolare, per colpire nel segno, è tornato sulla vicenda delle famiglie ospitate in un campo attrezzato e che, in seguito a indagini della guardia di Finanza, sono risultate proprietarie di conti correnti più o meno sostanziosi.

L'attacco è al Tribunale amministrativo del Lazio che, secondo il sindaco “ormai da tre mesi, ci impedisce di espellere dai campi 64 nuclei familiari trovati in possesso di ingenti risorse nei propri conti correnti postali: fatti certificati e denunciati in Procura” ha affermato giudicando “intollerabile” il comportamento del Tar che per la seconda volta ha sospeso il provvedimento con cui l'amministrazione comunale vorrebbe 'cacciare' le famiglie in questione.
“Quei signori stanno a spese della collettività ancora dentro i campi, levando spazio a chi ne potrebbe avere bisogno e non si riesce a espellerli perché il Tar ci fa ostruzionismo basato su cavilli burocratici” ha lamentato il sindaco uscente.

A dare forza al sindaco la vicesindaco Sveva Belviso che da assessore alle Politiche Sociali si è sempre occupata in prima persona della questione rom romana. “Il Tar ha fermato per ben tre volte l'azione dell'amministrazione comunale, quindi noi ci siamo trovati nella situazione di dover produrre per tre volte atti amministrativi senza riuscire a far sì che queste persone, che non hanno alcun titolo per essere assistite da Roma Capitale vengano allontanate”.

Alemanno non ha perso l'occasione di attaccare lo sfidante al Campidoglio Ignazio Marino. “E' vittima di quella ideologia di sinistra per cui il nomade immigrato può fare qualsiasi cosa. Noi diciamo invece che la legge deve valere per tutti, anche per i nomadi" rivendicando l'utilità del suo 'Piano'.

Attacca l'associazione 21 Luglio che ha definito “intollerabili” le parole del sindaco e “dettate da mera opportunità propagandistica”. Poi entra nel merito del ricorso al Tar: Nelle dichiarazioni odierne il sindaco ha espresso il proprio disappunto per l'impossibilità di portare a termine queste procedure a causa di presunti 'cavilli'. In realtà le procedure di allontanamento non hanno seguito il regolare iter per l'adozione di atti amministrativi”. Poi l'associazione si sofferma su alcuni casi in cui “è stata fatta confusione” come quello di una donna omonima raggiunta dall'ordine di allontanamento o quella di due fratelli che “sono stati scambiati per marito e moglie”.

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