Marino come Pisapia, Alemanno imita la Moratti e punta su nomadi e immigrati

La carica finale del sindaco Alemanno punta sulla pancia xenofoba dei suoi potenziali elettori. "Marino è l'apertura a nomadi e immigrati che vogliono violare la legge"

La tattica sembra essere ormai chiara. Per indebolire Ignazio Marino in vista del prossimo ballottaggio la formazione di Gianni Alemanno punta sulla pancia xenofoba dei suoi potenziali elettori tirando fuori dal cappello nomadi e immigrati. Una minaccia utile in ogni stagione, soprattutto quella elettorale. A Roma arriva così il modello milanese, peraltro fallimentare, che Letizia Moratti utilizzò per impedire a Giuliano Pisapia di diventare sindaco di Milano.

Il sindaco uscente l'ha confermato più volte: “Sulla sicurezza Marino rappresenterebbe l'apertura a tutti i nomadi, a tutti gli immigrati che vogliono violare la legge”. E ancora: “Temo che Marino rappresenti un ritorno a quel 'veltronismo' che aveva aperto le porte della città a qualsiasi sbandato e a chiunque venisse qui a commettere atti predatori e ad accamparsi abusivamente nella città” ha affermato a margine di un'iniziativa all'Ara Pacis.

A dare man forte al sindaco c'è l'ex Udc Luciano Ciocchetti, promesso vicesindaco in caso di vittoria. L'ex vicepresidente regionale di Renata Polverini ha scritto su Twitter: “Con Marino sindaco i nomadi che rubano e che borseggiano aumenterebbero. E l'opera di risanamento terminerebbe”. Anche la chiusura dei campi rom portata avanti dal Piano Nomadi del sindaco e dalla sua vice Sveva Belviso è tornata utile in tempo di campagna elettorale: “Con la sinistra esistevano i Casilino 900 e Tor De Cenci. Due mega campi nomadi. Alemanno li ha eliminati” ha scritto Ciocchetti.

Anche il coordinatore del Pdl Lazio, Vincenzo Piso, carica sul tema. “Marino, inoltre è il portavoce di quella cultura lassista e permissiva che sul fronte dell'integrazione favorisce il proliferare di accampamenti abusivi sotto le case dei romani e il diffondersi dell'illegalità. Non vogliamo tornare ai tempi dei due mega campi nomadi del Casilino 900 e di Tor de' Cenci”. Poi ha continuato: “Sono esempi lampanti della drammatica situazione che potrebbe attendere i romani se dovesse vincere Marino. Per questo ribadiamo l'invito di andare a votare Alemanno per scongiurare questa sciagura''.

Si difende il consigliere comunale del Pd, Paolo Masini, aiutato dallo stesso esempio milanese in cui la tattica della Moratti non ha portato a buoni risultati. “Dopo la sonora batosta rimediata al primo turno, una destra frastornata prova ora ad utilizzare le stesse armi spuntate che la Moratti usò in campagna elettorale contro l'attuale sindaco di Milano, Giuliano Pisapia” ha dichiarato. “Alemanno e i suoi ascari si tranquillizzino pure a Roma finirà come a Milano e l'attuale sindaco di Roma farà la stessa fine della Moratti, lasciando finalmente il Campidoglio, dopo cinque anni di scandali e malgoverno, a Ignazio Marino”.

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