Elezioni 2018: caos a Castelnuovo di Porto per lo spoglio dei voti all'estero

Ancora nella serata di ieri difficoltà nella strutturazione di alcune sezioni. Assenti molti scrutatori

Caos a Castelnuovo di Porto. Qui, nel centro della protezione civile del paesino a nord di Roma, sono arrivati i voti dei seggi esteri. Il trasporto è stato a cura del Ministero degli Esteri che ha passato il testimone alla Corte d'Appello di Roma per lo spoglio e lo scrutinio del voto. 

Prima di spiegare quanto è accaduto, proviamo a capire di che numeri parliamo. Castelnuovo di Porto è un paese di 8mila persone. Nel centro Polifunzionale della Protezione Civile sono confluiti 1858 seggi esteri: in pratica ci sono tutti i voti degli italiani residenti fuori dai confini. Qui avverrà lo spoglio. Tra scrutatori, rappresentanti di lista e forze dell'ordine quasi 10mila le persone presenti.

I numeri da soli aiutano a capire perché, sulla Tiberina, arteria che conduce a Castelnuovo di Porto, nella giornata di ieri si siano create code. Stesso copione oggi. Ritardi nella formazione dei seggi e quindi nello spoglio. In più mancava personale. Già nelle scorse settimane il Campidoglio ha, con una circolare interna, effettuato una chiamata alle armi del personale. I posti vacanti sono tanti. In particolare mancano gli scrutatori e molti seggi, ancora nella serata di ieri, non erano stati allestiti e molti voti risultavano ancora sigillati. 

Alla mezzanotte di oggi, quindi quando già da oltre un'ora le urne erano chiuse nel resto d'Italia, secondo fonti sindacali interpellate da RomaToday oltre 200 sezioni non erano ancora state formate. Il tutto con turni infiniti per gli agenti ai seggi. In particolare molti i vigili costretti a doppi e tripli turni. E questa mattina c'è stata, da parte del comando di via della Consolazione, un sostanzioso dirottamento di pattuglie su Castelnuovo di Porto. 

A denunciare irregolarità Alessandro Fusacchia, rappresentante di lista per +Europa: "A Castelnuovo di Porto registriamo diverse e gravi irregolarità nella procedura per il voto all'estero. Molti seggi non verificano l'effettiva corrispondenza del tagliando assegnato a ogni elettore con l'iscrizione nel registro. Inoltre, ancor più grave è l'apertura in anticipo di centinaia di schede, un'operazione da fare oggi a partire dalle 23. Si tratta di gravi violazioni delle procedure che non stanno rispettando non solo la legge, ma il diritto di voto degli italiani all'estero". 

Daniela Pierpaoli, scrutatrice volontaria a Castelnuovo di Porto dove si effettuava il conteggio dei voti degli italiani residenti all'estero, ha raccontato la sua incredibile esperienza ai microfoni di Radio Cusano Campus: "Mi sono immolata- ha detto Daniela- un amico mi ha chiamato in mattinata. Il presidente di seggio aveva infatti avvisato la sua compagna che mancava circa un 30% del personale convocato e cosi' ho deciso di dare una mano. Sono riuscita ad arrivare al seggio a Castelnuovo di Porto alle 13 ma sono partita alle 12 dato che Castelnuovo dista appena tre minuti di auto da casa mia. Per strada c'era un traffico incredibile. Dopo aver atteso 45 minuti per arrivare allo svincolo, mi hanno fatto tornare indietro perche' c'era una navetta a disposizione degli scrutatori. Li' e' cominciata l'epopea".

Erano infatti assenti presidenti e scrutatori e quindi e' stato necessario organizzarsi all'ultimo: "Ci siamo accalcati in questa aula magna dove i messi comunali di Roma Capitale, gentili e pazienti, hanno dovuto gestire una situazione incredibile, senza una minima organizzazione. Si parlava di una registrazione da fare per essere chiamati. Questa registrazione consisteva nel mettere il proprio nome e cognome su un foglio bianco. Quei pochi presidenti di seggio che erano li' presenti hanno cominciato a girare all'interno dei locali cercando scrutatori per far partire lo spoglio. Mancavano anche tantissimi presidenti".

Anche il meccanismo di conteggio non ha aiutato: "Per lo scrutinio delle schede estere c'e' una prassi assurda. C'e' uno sbustamento continuo da fare. Arriva una busta con un cedolino ed un codice. Dentro, c'e' un'ulteriore busta con le due schede elettorali. Bisogna poi smistare e registrare il tutto. Molti seggi sono partiti anche con 8-9 ore di ritardo rispetto ai programmi. Abbiamo cominciato a lavorare alle 20 e sono uscita dal seggio la mattina alle 10. La cosa incredibile e' il quantitativo dei verbali che devono compilare gli scrutatori. Verbali che vanno compilati con la matita rossa e blu in sei o sette copie".

Non sono mancati anche attimi di panico e paura: "Ci sono persone che si sono sentite male. Sono state chiamate addirittura le ambulanze per persone che sono svenute durante i conteggi ed i lavori. Altre ancora hanno dato di matto. Ci sono dei ragazzi che hanno abbandonato il seggio: si sono arresi e se sono andati perche' non sopportavano piu' la fatica di questa lunga veglia notturna". 

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