Ecodistretti, avanti con Rocca Cencia, Ponte Malnome e via Salaria: si parte a novembre

I particolari del progetto li riporta un documento presentato in commissione Ambiente dal presidente dell'Ama Daniele Fortini. Verranno realizzati anche due biodigestori

L'ecodistretto di Rocca Cencia

A Rocca Cenca migliaia di cittadini sono scesi in piazza per protesta. A Ponte Malnome, dopo trent'anni di sversamenti di rifiuti indifferenziati nella vicina discarica di Malagrotta, la proposta ha indignato i residenti tanto che anche l'assessore all'Ambiente Estella Marino era corsa ai ripari promettendo un passo indietro. Eppure tre dei quattro siti sono stati decisi e, nei piani dell'Ama, saranno attivi entro il luglio del 2017 con il quarto che entrerà a pieno regime entro l'estate del 2018: Rocca Cencia, Ponte Malnome e via Salaria. Tutti siti dove sono già presenti impianti di trattamento della municipalizzata capitolina. La road map è scritta in un documento presentato ieri dal presidente Daniele Fortini nel corso di una commissione Ambiente con al centro il nuovo contratto di esercizio che l'azienda dovrà stipulare con l'amministrazione capitolina. Titolo del documento che porta la data del 30 gennaio 2015: “Il ciclo dei rifiuti di Roma Capitale. Situazione attuale e priorità strategiche”. 

Si parte dal Patto di Roma del 2012, quello stipulato dall'allora sindaco Gianni Alemanno con le altre istituzioni locali, per passare dall'analisi dell'aumento della raccolta differenziata negli ultimi anni e, appunto, dallo sviluppo industriale per permettere alla municipalizzata la chiusura del ciclo dei rifiuti senza mandare il materiale da trattare in altre regioni italiane: gli ecodistretti. “Sul fronte della pianificazione delle iniziative impiantistiche per la chiusura del ciclo dei rifiuti, è stato sviluppato nell'ambito del nuovo Piano industriale pluriennale di Ama il progetto degli ecodistretti (obiettivo 4 a regime) finalizzato a un deciso rafforzamento del posizionamento di Ama sulle filiere del recupero ed al conseguimento dell'autosufficienza impiantistica cittadina” si legge nel documento. E se non mancano linee di recupero per carta plastica e metalli, per la frazione biodegradabile si abbandona il compostaggio in stile Maccarese (ma non l'impianto che secondo i dati di Ama è passato dalle mille tonnellate trattate nel 2013 alle 15 mila del 2014)  e si punta sui biodigestori, impianti che in assenza di ossigeno 'digeriscono' la materia organica e la straformano in gas, il cosiddetto biogas, da bruciare per ottenere energia. 

FOCUS ROCCA CENCIAL'attenzione è concentrata maggiormente su Rocca Cencia, il primo degli ecodistretti che verrà realizzato. Secondo i piani di Ama tutto sarà a regime entro il 1 dicembre del 2016 con la posa della prima pietra del biodigestore entro il 30 novembre del 2015 e la sua entrata in azione entro il 1 ottobre 2016. Un progetto che vede la preoccupazione dei comitati cittadini. Previsto anche un 'revamping', in parole semplici una ristrutturazione, per l'impianto multimateriale entro il 31 luglio 2015. Ci sarà una linea di valorizzazione del rifiuti urbano biodegradabile, il biodigestore, per circa 40 mila tonnellate in un anno; una linea di selezione del vetro per circa 60 mila tonnellate; una per carta, plastica, alluminio e altri metalli per circa 90 mila tonnellate all'anno e una di selezione di rifiuti ingombranti per circa 10 mila tonnellate all'anno. E ancora: una linea di valorizzazione rifiuto urbano residuo e scarti della raccolta differenziata per circa 230 mila tonnelate. A Rocca Cencia si faranno inoltre percorsi educativi, un'area dedicata a start up e progetti innovativi; laboratori e centri di ricerca. 

PONTE MALNOME – Un biodigestore non verrà realizzato solo a Rocca Cencia. Anche Ponte Malnome, dove è già attivo un inceneritore per rifiuti ospedalieri dell'Ama, ci si focalizzerà sul trattamento e sulla valorizzazione del rifiuto urbano biodegradabile. Nel documento si legge: “Ecodistretto focalizzato sul trattamento e valorizzazione del rifiuto urbano biodegradabile e del rifiuto urbano residuo”. Non molto distante è stata attiva per anni la discarica di Malagrotta dove oggi sono rimasti i due impianti di trattamento meccanico biologico del Colari e il gassificatore. Qui l'ecodistretto dovrebbe essere attivato entro il luglio del 2017 anche se l'estate scorsa, incalzata dalle proteste dei comitati cittadini, l'assessore Marino aveva promesso un ripensamento.

VIA SALARIA – “Ecodistretto focalizzato sul trattamento/valorizzazione delle frazioni secce da raccolta differenziata (carta, plastica, metalli, vetro e ingombranti, raee”. Questo recita il documento per l'ecodistretto di via Salaria. Anche questo un luogo non esente da proteste. A via Salaria 981 infatti è attivo un impianto di trattamento meccanico biologico che ha sollevato in diverse occasioni l'opposizione dei cittadini.

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