Caos servizi sociali: nei municipi è a rischio l'erogazione del reddito di inclusione

I municipi di centrosinistra scrivono al Campidoglio per chiedere di rafforzare gli organici. Mancano gli operatori sociali in grado di approvare le domande. Scendono in campo anche i sindacati che minacciano lo sciopero

Immagine di repertorio

Gli assistenti sociali nei municipi sono insufficienti. Lo sono per svolgere i compiti abituali, concordano molti minisindaci ed ancor di più per gestire le domande del Reddito di Inclusione

La modifica: meno tempo per presentare la domanda

"Il prossimo 1° dicembre verranno modificate le regole di erogazione del Re.I., tagliando i tempi di elaborazione dei progetti individuali, da sei mesi odierni si dovrà passare a poco meno di trenta giorni" spiegano in una lettera congiunta Sabina Alfonsi, Francesca Del Bello, Giovanni Caudo ed Amedeo Ciaccheri, rispettivamente i presidenti dei municipi I, II, III e VIII.

Il personale non è aumentato: poche unità a disposizione

Il cambiamento nelle regole di erogazione del Reddito di inclusione, non ha coinciso con l'incremento del personale incaricato a svolgere il servizio. "La novità – osservano i 4 minisindaci – ha trovato Roma Capitale completamente assente. Dovevano essere assunte decine di assistenti sociali ed invece ad oggi se ne contano pochissime unità". In realtà l'amministrazione centrale vuole aggirare il problema puntando sul personale dei Centri di Orientamento al Lavoro. Dovrebbero quindi essere affiancati agli assistenti sociali. Una soluzione che però non piace a nessuno.

La protesta dei sindacati

Cigl, Cisl e Uil, con le relative categorie sindacali della Funzione pubblica, hanno chiesto all'assessora Baldassarre un incontro. Stessa richiesta è stata avanzata dai sindacati di Base, USB, Cobas e Asbel Cnl. Tutte le sigle convergono nel bocciare la soluzione prospettata dal Campidoglio a cui si chiede d'essere ricevute entro sette giorni. "In assenza di un riscontro – si legge nelle lettere inoltrate a Roma Capitale –  non è escluso uno sciopero delle categorie interessate".

L'organico insufficiente

Il primo campanello d'allarme era partito dal territorio del Municipio VIII. In una lettera inviata al Campidoglio lo scorso 21 novembre, il minisindaco Amedeo Ciaccheri aveva definitivo come "insostenibile" il "carico di lavoro con le attuali risorse, in quanto il personale fornito per l'erogazione del Reddito d'inclusione, è "ampiamente insufficiente".

Il rischio per gli operatori municipali

 Da parte di Ciaccheri e della sua Assessora alle politiche sociali, veniva stigmatizzato anche il ricorso agli operatori dei centri per l'accoglienza. Perchè "li distrae dalla loro principale attività, dedicata alle politiche attive del lavoro". Ma anche perchè non c'è tempo sufficiente per realizzare un affiancamento con gli assistenti sociali. "Il rischio concreto – scrivono Ciaccheri ed Aluigi nella lettera – è che gli utenti si vedano scadere i termini pervisti con la conseguente impossibilità di godere del contributo economico". E le conseguenze "andrebbero a ricadere sugli operatori dei servizi sociali municipali, mettendo a rischio la loro stessa incolumità". Rischio quest'ultimo che, tra l'altro, è stato palesato anche della sigle sindacali.

Le risorse da chiedere al Governo

"Anche da noi abbiamo il problema delle assistenti sociali. Se assumessero nuovo personale sarebbe utile a tutti – concorda Monica Lozzi, presidente pentastellata del Municipio VII – la loro carenza è cronica al di là del reddito di inclusione. Servono, in tutti i municipi,  non solo per il Rei ma per tutti i servizi". Cosa fare quindi? La proposta arriva dai presidenti dei quattro municipi di centrosinistra. Secondo Alfonsi, Del Bello, Caudo e Ciaccheri la sindaca deve innanzitutto confrontarsi con gli enti di prossimità. Dopodichè dovrebbe "chiedere al Ministro Di Maio delle disposizioni speciali per la Capitale, con la possibilità di assunzione del personale necessario e tempi di erogazione dei servizi adeguata ad una città con milioni di abitanti". Anche perchè, in attesa che sia implementato dal governo gialloverde il reddito di cittadinanza, moltissime famiglie continuano a puntare su quello di inclusione.

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