Monti dell'Ortaccio, Raggio Verde: "Zingaretti deve ritirare l'autorizzazione"

Questa mattina l'associazione ambientalista ha presentato lo studio idrogeologico de La Sapienza che illustra il rischio di smaltire rifiuti nella cava. Il 23 ottobre udienza al Tar

Ritirare l'autorizzazione alla realizzazione di una discarica a Monti dell'Ortaccio. È questa la richiesta avanzata dall'associazione Raggio Verde, che lavora a diverse iniziative a difesa dell'ambiente e per una corretta gestione dei rifiuti, alla pubblica amministrazione alla luce di quanto si legge nello studio idrogeologico dell'Università La Sapienza sul sito in questione: “Nel tempo sussiste il rischio di infiltrazione idrogeologica” spiega la presidente Vittorina Teofilatto nel corso della conferenza stampa di questa mattina.

Perché se Malagrotta ha chiuso i battenti e i rifiuti vengono portati in parte in altre regioni, in parte nella discarica di Cupinoro a Bracciano, l'autorizzazione per la realizzazione del sito di smaltimento proprio a fianco della vecchia discarica di Roma rimane valida e “ad oggi sembra che nessun ente voglia ritirarla o si dichiari competente a farlo”.

Le istituzioni, compreso il commissario Sottile nelle ultime udienze, “continuano inspiegabilmente ad affermare di non sapere se sia stato elaborato lo studio idrogeologico” cui era subordinato il rilascio dell'Autorizzazione integrata ambientale. Eppure lo studio c'è e risale alla metà di agosto: l'associazione Raggio Verde lo ha ottenuto dall'Università La Sapienza incaricata dal Colari di redigerlo. Raggio Verde, insieme ai cittadini della Valle Galeria, ha impugnato al Tar l'Autorizzazione integrata ambientale emessa il 27 dicembre del 2012 dal commissario Goffredo Sottile subordinata alla redazione di tale studio idrogeologico che certificasse l'idoneità della cava individuata. Il prossimo 23 ottobre si terrà l'udienza. “Ora anche lo studio è stato depositato al Tar”.

I motivi che portano lo studio a non escludere la possibilità di inquinamento della falda in caso di attività di smaltimento rifiuti sono diversi. “Prima di tutto manca una barriera naturale che è stata intaccata dagli scavi effettuati dal Colari nei mesi scorsi” spiega l'ingegnere Giacomo Gujusa. “Inoltre lo strato impermeabile si trova a diversi livelli di profondità, da 5 metri a 18, e questo rende praticamente impossibile la costruzione di una vasca impermeabile artificiale”. Lo studio affronta anche una questione più volte denunciata con tanto di immagini dai cittadini dei comitati: la presenza di acqua. “Gli scavi hanno raggiunto la falda superficiale e le analisi di tali acque ci dicono che questa è collegata a una falda molto più profonda” spiega Gujusa. L'esito non lascia scampo a molte interpretazioni: “Nel tempo c'è un elevato rischio di infiltrazione”.

Insomma, lo studio idrogeologico scrive nero su bianco che a Monti dell'Ortaccio non può essere realizzata alcuna discarica. “Perché l'Aia non viene revocata al più presto?” si chiede la presidente dell'associazione Vittorina Teofilatto. “E' nei poteri della pubblica amministrazione revocare un atto in autotutela, a maggior ragione se supportato da uno studio che illustra i pericoli per l'ambiente che potrebbero derivare da tale attività”.  La possibilità per gli enti competenti di annullare un'autorizzazione del genere “è contenuta anche nell'art. 158 della legge di stabilità del 2012”.

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