Malagrotta, ancora niente bonifica: la Regione lancia l'ultimatum a Cerroni

La Regione ha spiegato la situazione in una nota: "Non avendo ricevuto dalla società alcun progetto, gli uffici regionali competenti hanno comunicato agli organi di controllo i risultati delle verifiche documentarie"

Immagine di repertorio

Se non è ultimatum poco ci manca: la discarica di Malagrotta, ormai oltre un anno dalla sua chiusura, va coperta definitivamente. La Regione Lazio ha puntato il dito contro la società che ha gestito l'invaso per oltre trent'anni: sul tavolo degli uffici competenti non è ancora arrivato il progetto del Colari. “In data 4 novembre 2014 la Regione Lazio ha inviato al Colari una nota in cui si chiede alla società in maniera perentoria la presentazione del nuovo progetto di Capping in sostituzione dei progetti presenti agli atti in quanto non rappresentativi dell’effettivo stato dei luoghi ovvero non completamente conformi alla normativa vigente” si legge nella nota. Così sono stati allertati gli organi di controllo: “Ad oggi, non avendo ricevuto dalla società alcun progetto, gli uffici regionali competenti hanno comunicato agli organi di controllo i risultati delle verifiche documentarie effettuate e sollecitato nuovamente il Colari nel presentare il nuovo progetto di capping secondo i criteri già definiti nelle diverse sedi”. Il 17 ottobre scorso si è svolto anche un sopralluogo presso l’impianto di discarica a cui hanno partecipato ISPRA, Comune di Roma Capitale e Regione Lazio per verificare lo stato dei luoghi e definire i passi da affrontare successivamente.

Il nodo del contendere sono le modalità con cui la discarica deve essere 'tombata'. In particolare, in merito alla necessità di riempire un avvallamento e livellare così tutta la superficie prima di iniziare le operazioni. Secondo quanto aveva divulgato anche il Wwf all'inizio dello scorso anno, come riportato da Romatoday, per il capping di Malagrotta erano state proposte due soluzioni, una delle quali prevedeva l'utilizzo della cosiddetta Fos, la Frazione organica stabilizzata, ovvero la parte organica che viene scartata dagli impianti di trattamento meccanico biologico e poi stabilizzata. La Regione Lazio però scarta questa ipotesi. “In merito allo stato delle procedure per la definitiva approvazione del “Capping” della discarica di Malagrotta si evidenzia come nell’ottobre scorso si sia svolto un tavolo tecnico con tutti gli enti competenti per valutare il nuovo progetto di capping della discarica e renderlo conforme allo stato attuale dei luoghi. Tra i temi affrontati si è prestata particolare attenzione alla necessità di riempire l’avvallamento ad oggi presente sull’apice della discarica per garantire la messa in sicurezza dell’impianto e prevenire possibili conseguenze come ad esempio la formazione di ristagni d’acqua che potrebbero provocare problemi strutturali delle sponde ovvero la produzione di ingenti quantitativi di acque di percolazione” si legge nella nota. “A tal proposito la Regione Lazio ha ribadito la sua contrarietà nell’utilizzo della Fos per le necessarie attività di riempimento del suddetto avvallamento ed ha sollecitato la società che gestisce l’impianto alla presentazione di un progetto di messa in sicurezza che, in relazione alla cessazione delle attività di smaltimento degli Rsu presso la discarica di Malagrotta a decorrere dal 1 ottobre 2013, prevedesse l’utilizzo di terre idonee a tali finalità”.

La copertura della discarica è stata caldeggiata anche dal sindaco Ignazio Marino: "E' evidente che ci sono degli impegni che devono essere mantenuti. Devono essere avviate la copertura e la piantificazione dell'ex discarica di Malagrotta, perché è il destino scelto da questa giunta rispetto a quella di Alemanno, che per cinque anni in spregio alla misura di infrazione ha continuato a usarla invece di seguire percorsi alternativi indicati dall'Unione europea".

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