Campidoglio, in arrivo un ambasciatore: si occuperà dei rapporti diplomatici di Raggi

Dalla Farnesina a palazzo Senatorio, Luca Trifone, consigliere di ambasciata, sarà a capo della direzione Relazioni internazionali e interistituzionali del Comune

Raggi con la fascia tricolore (immagine d'archivio)

Dalla Farnesina al Campidoglio. L'ultima new entry tra i dirigenti di palazzo Senatorio arriva direttamente dal ministero degli Esteri. Luca Trifone, classe '69, consigliere di Ambasciata del ministero degli Esteri, approda in Campidoglio come nuovo direttore del reparto Relazioni internazionali e interistituzionali di palazzo Senatorio. Tradotto: curerà i rapporti diplomatici della sindaca Virginia Raggi. 

Il suo incarico, in posizione di comando (cioè proveniente da altre strutture della pubblica amministrazione), durerà tre anni e sarà retribuito 110mila euro l'anno. Una scelta ricaduta sulla figura di Trifone, dopo una prima procedura di interpello aperto di metà dicembre diretta ai dirigenti capitolini ma andata deserta, in quanto in possesso "dei necessari titoli culturali e professionali nonché di specifiche competenze di elevato livello". 

Le polemiche sul bando per capo ufficio stampa

Altro incarico triennale, che invece sta sollevando polemiche, riguarda la selezione per il nuovo capo ufficio stampa. A lasciare il posto tra un mese sarà la dirigente interna Maria Rosaria Pacelli, nel frattempo passata alla Direzione disciplina e tutale del lavoro. Per sostituirla la sindaca ha fatto pubblicare un bando in scadenza il 23 marzo di durata appunto triennale. Ben oltre il limite del mandato del suo mandato. Una procedura che, trattandosi di un contratto a tempo determinato che seleziona candidati esterni all'ente, non potrebbe oltrepassare la durata della consiliatura, come vuole l'articolo 110 del Tuel (il Testo unico degli enti locali). 

Questo è quanto sostengono dal Partito democratico, con i consiglieri pronti a far convocare in merito una commissione Trasparenza. "Chiedo l'annullamento dell'avviso" attacca il consigliere del Pd Giovanni Zannola, specificando di aver consultato sia il ministero dell'Interno che i dirigenti di altri Comuni. "L'elemento fiduciario che caratterizza l'incarico a contratto fa sì che quest'ultimo si risolva con la cessazione del mandato del sindaco, altrimenti il Comune dovrebbe procedere con un concorso pubblico". Cita le "disposizioni in materia di incarichi a contratto, contenute nei commi 1 e 2 dell'art. 110 (del Tuel)". E sottolinea "l'illegittimità del bando" emanato dalla sindaca. 

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La difesa del Campidoglio

Da parte sua il Comune ha fatto riferimento alla giurisprudenza recente per dimostrare che invece non ci sarebbero alternative alla durata triennale, respingendo al mittente ogni accusa. "Una sentenza della Cassazione del 2017 che trae spunto da una sentenza della Corte costituzionale del 2016  ha stabilito che il conferimento di incarichi di questo tipo a contratto ex articolo 110 del Tuel non possono essere inferiori a tre anni. Il Comune è stato già condannato a risarcire dei dirigenti nominati da giunte precedenti per periodi più brevi".

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