Dimissioni Marino, i consiglieri Pd sposano la linea di Renzi

"Il gruppo consiliare e il Partito Democratico sono tutt'uno nel giudicare l'amministrazione Marino” hanno fatto sapere in una nota al termine di un incontro. "La nostra posizione non cambia"

Il sindaco alla manifestazione in suo favore (foto Infophoto)

Nessuna apertura, la linea (ufficiale) del gruppo capitolino del Pd è allineata a quella del partito nazionale: l'amministrazione del sindaco Ignazio Marino è arrivata al capolinea. È questa la posizione emersa con un comunicato ufficiale firmato da tutti e 19 consiglieri democratici diffuso al termine della riunione del gruppo che si è tenuta presso gli uffici capitolini di via del Tritone: “Ribadiamo con grande nettezza che il gruppo consiliare e il Partito Democratico sono tutt'uno nel giudicare l'amministrazione Marino”.

“In questi due anni abbiamo garantito alla città un lavoro costante nell'Aula e nei territori. Mai come in questi giorni il Gruppo del Pd è stato unito, coeso e al servizio di quell'opera di ricostruzione di cui la città ha realmente bisogno” continua la nota. Nonostante i rumors la linea è la stessa del commissario Orfini. “La posizione assunta dal Pd nazionale e da tutti noi non è mai cambiata rispetto al 12 ottobre, giorno in cui il sindaco ha presentato le sue dimissioni. Null'altro c'è da ribadire se non che ogni futura decisione sarà condivisa e concordata con il Partito di cui facciamo parte e di cui fanno parte gli eletti a tutti i livelli”. 

La posizione, al termine della riunione, è stata ribadita anche dal capogruppo Fabrizio Panecaldo: “Si è consumato un rapporto fiduciario con la città e non ci sono più le condizioni per andare avanti” ribadisce senza mezzi termini. “Se il sindaco ci chiama per un confronto noi andiamo ma ad oggi non siamo stati convocati” ha aggiunto. Panecaldo non chiude nemmeno all'eventualità che, per costringere Marino alle dimissioni, i consiglieri Pd siano costretti a dimettersi: “È un'ipotesi che verrà presa in considerazione alla luce di eventuali mutamenti del quadro”.

Il mutamento del quadro, però, si fa sempre più concreto. Dopo il bagno di folla di domenica pomeriggio in Campidoglio, quando Marino di fronte ad una piazza gremita di gente ha promesso “non vi deluderò”, sembra sempre più possibile che il 'marziano' ci ripensi e ritiri le dimissioni. In questo caso potrebbe farsi strada l'ipotesi di una mozione di sfiducia o delle dimissioni dei consiglieri. E in entrambi i casi il Pd non ha i numeri per raggiungere l'obiettivo da solo. Ricorrere al sostegno dell'opposizione però è uno scenario difficile da accettare per molti esponenti dem. Lo ha detto anche Panecaldo: “Nessun atto insieme alle destre che hanno sfasciato Roma”. 

Il Pd non potrà contare sull'appoggio dei quattro consiglieri di Sel, pronti ad ascoltare il sindaco in Aula. “Nè con il Pd, né con il centrodestra” la linea in sintesi. 

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Un appoggio arriva  da Centro Democratico. Scrive Daniele Parrucci in una nota: “Approvo con convinzione quanto dichiarato oggi dai colleghi del Pd con cui condivido l'impegno nei confronti della Città. Occorre lavorare sui fatti concreti, così come ha indicato il presidente del consiglio Matteo Renzi, e da quando Ignazio Marino ha presentato le sue dimissioni da sindaco, il 12 ottobre scorso, di fatto non è cambiato nulla. Sono convinto, ora come allora, che non sussistano le condizioni politiche per prolungare questa consiliatura”.

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