Dalla Panda rossa al caso scontrini: la parabola del sindaco "marziano"

Cronaca di errori, leggerezze e gaffes che mese dopo mese hanno contributo ad affossare il primo cittadino dimissionario

Dal multa-gate agli insulti a una cittadina che lo contestava. Dalle assenze nei momenti difficili alla foto con Salvatore Buzzi dopo aver detto "io con lui non ci ho mai parlato". E poi le vicende delle ultime due settimane. Dalla bordata del Papa alle cene istituzionali, vere o presunte, a scagliare il colpo di grazia. I 28 mesi di governo Marino sono stati un percorso minato, fatto di errori, leggerezze, e mosse a effetto boomerang sull'immagine e la credibilità di un sindaco che già partiva da outsider, nei mesi sempre più solo nel partito, e sempre più impopolare tra i suoi cittadini. 

IL PANDA GATE - Novembre 2014. Il chirurgo di Genova finisce al centro di polemiche e interrogazioni parlamentari per essere entrato più volte nell'area a traffico limitato (Ztl) del centro con il permesso scaduto, e senza pagare le multe arrivate nei tre mesi intercorsi prima del rinnovo, avvenuto con ritardo. Si difende andando in Procura e denunciando un attacco hacker al sistema informatico del Comune per far sparire l'autorizzazione provvisoria dal sistema. L'indagine è stata chiusa a febbraio 2015: non è da scartare l'ipotesi, ma l'autore del gesto non sarebbe comunque identificabile. Nel frattempo Marino si scusa, e paga le multe. 

LA FOTO CON BUZZI - Poi scoppia Mafia Capitale. Il primo cittadino non viene toccato direttamente, anzi, è da qui che si rafforza la narrazione dell'uomo nuovo arrivato a rompere gli schemi "marci" radicati in Campidoglio. Legalità, trasparenza, e onestà diventano i vessili da sventolare appena possibile e come arma di difesa ad ogni attacco. Ma tra gli indagati ci sono anche i suoi, un assessore della giunta, e il presidente d'Aula. E poi spunta una foto del sindaco insieme a Buzzi (niente di penalmente rilevante) e il fiume di polemiche straripa mettendone seriamente a repentaglio immagine e credibilità. Anche perché, pochi giorni prima, diceva "Io non ho mai parlato con Buzzi". 

GLI INSULTI AI CITTADINI E "LA DESTRA NELLE FOGNE" - A dare una spallata non da poco alla popolarità del sindaco è da menzionare anche l'uscita infelice a margine della cerimonia per ricordare il bombardamento di San Lorenzo. "Signora, provi a far funzionare quei due neuroni che ha", risponde a una cittadina intervenuta per contestarla. I nervi sono scoperti, evidentemente. La frase poi è indifendibile, tanto che il sindaco è costretto alle pubbliche scuse: "Non avrei dovuto perdere la calma". 

E non aveva misurato le parole neanche alla Festa dell'Unità di giugno, quando dal palco lanciò un rabbioso "La destra torni nelle fogne". Un'altra uscita pericolosa, con tanto di querela, e, un'altra volta, di scuse all'opposizione. 

IL FUNERALE DEI CASAMONICA - La parabola del chirurgo dem continua nel mese di agosto. Il 20 si svolgono i funerali choc di Vittorio Casamonica, il numero uno del clan omonimo. Le immagini le abbiamo viste tutti, fanno il giro del mondo. La musica del Padrino accompagna la bara, antiche carrozze attraversano il quartiere di Don Bosco, un elicottero lancia petali rossi sulla folla. Si scatena la bufera. Chi ha permesso l'omaggio sulla pubblica via al reggente di un noto gruppo criminale con tanto di volo aereo (e annessa questione sicurezza), di corteo regale e di striscioni dedicati al "re di Roma"? Il sindaco non parla. 

E' ai Caraibi, in vacanza con la famiglia, non ritiene necessario tornare in città. Non rientrerà neanche per il 27 agosto, data di convocazione del Consiglio dei ministri per la relazione di Alfano su Mafia Capitale. Si decide del futuro di Roma, Gabrielli "il badante" viene mandato a "curare" il malato. E il silenzio che si protrae per giorni sia sui Casamonica che sul commissariamento mascherato costa caro al sindaco, perchè la polemica monta senza freni. 

DEGRADO SUL NYT - Pochi giorni e Roma finisce di nuovo sui media d'oltreoceano. Niente lodi, anzi. Il centro storico annaspa nel degrado, a pochi mesi dall'avvio del Giubileo. "Il sindaco è onesto, ma lo è abbastanza per fermare il declino della Città eterna?". Titolano così le agenzie di stampa, traducendo dall'inglese. Ma il sindaco anche stavolta dice la sua. "Il titolo del New York Times, se tradotto bene, sarebbe 'Un sindaco virtuoso contro i vizi di Roma', se qualcuno ha bisogno, sono disponibile ad aiutare nelle traduzioni". 

IL VIAGGIO DAL PAPA - E arriviamo dritti al volo a Filadelfia per la visita di papa Francesco. A detta del sindaco il viaggio sarebbe stato sollecitato dal sindaco della città statunitense la scorsa estate. Ma a smentirlo si scomoda addirittura il Santo Padre, che interpellato dai giornalisti scandisce a chiare lettere e non senza irritazione che non è stato lui a invitarlo. Insomma è il Papa a dare la bordata finale a un sindaco di cui si dice non si fidi per condurre il Giubileo, con una frase che a suo modo entra nella storia. 

LE SPESE A FILADELFIA - A questo si aggiungono le spese del viaggio. "I romani non hanno speso neanche un euro, perché le spese sono state sostenute dalla Temple University". In realtà, come si evince da un accesso agli atti richiesti dal consigliere Alessandro Onorato della lista Marchini, l'ateneo avrebbe sostenuto le spese del soggiorno dell'ex chirurgo ma non i costi dello staff. Ormai la discesa del sindaco è in picchiata e il colpo di grazia arriva dagli scontrini. 

CENE E SCONTRINI - Un vero e proprio boomerang, perché è lo stesso sindaco ad annunciare la pubblicazione on line delle spese di rappresentanza, sempre in nome del vessillo trasparenza. Due settimane da incubo per il chirurgo genovese, che forse non si aspettava la caccia dei cronisti all'ultimo scontrino. Cene istituzionali smentite dai commensali (sette in totale, tra questi anche la comunità di Sant'Egidio) hanno fatto partire una pioggia di esposti. La goccia che fa traboccare il vaso. Si apre un'inchiesta per peculato. Il pressing per l'addio è incontenibile. Il resto è la cronaca delle ultime 24 ore.

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