Dai detenuti ai rifugiati ai comitati: ecco chi pensa (gratis) al verde al posto del Comune

Solo 180 giardinieri per 44 milioni di metri quadrati di verde pubblico non possono bastare. E allora Roma Capitale si appoggia altrove, aspettando un giro di vite sul piano delle assunzioni

Richiedenti asilo, detenuti, "sentinelle del degrado", comitati cittadini (ma con l'assicurazione). Al verde di Roma ci pensano tutti, con attività di volontariato e prestazioni a titolo gratuito, tranne l'amministrazione pubblica pagata dai cittadini contribuenti. Il Comune non ha a disposizione i mezzi necessari a sfalciare, pulire, rassettare parchi, giardini, rotatorie? Non che si possa fare a meno dei giardinieri capitolini, che un tempo erano 1800 oggi sono 180. Uno zero in meno. Ma aspettando le assunzioni promesse si può ricorrere a qualche escamotage. Il Campidoglio lo fa da anni. 

L'ultima strada percorsa dal dipartimento alle Politiche sociali è la "mappatura delle competenze" dei richiedenti asilo accolti nelle strutture del circuito Sprar. Lo ha accennato durante una diretta sulla sua pagina Facebook l'assessore al Sociale Laura Baldassarre. In pratica si tratta di capire, tramite appositi colloqui, in quali mansioni siano più ferrati uomini e donne ospitati nei centri di accoglienza. Ma, come confermato anche da viale Manzoni, la destinazione principale è già stata stabilita: la manutenzione del verde pubblico. Tra i settori più carenti. Chi vorrà, a titolo volontario, potrà aiutare a restituire un po' di dignità ai prati di Roma. Il fine è l'inclusione sociale. Poco male se non è retribuita. 

Il progetto è ancora da definire nei dettagli, ma ricalcherà un modello già testato dalla Croce Rossa di Roma a partire dallo scorso marzo. Gli interessati hanno seguito un corso di formazione, poi sotto l'attenta supervisione di un funzionario del Servizio giardini si sono cimentati con tagliaerba e motoseghe. "Questo è il primo di una serie di progetti di inclusione analoghi che intendiamo attivare in città" spiegava allora Baldassarre. E infatti ne abbiamo un altro che coinvolge i detenuti del carcere di Rebibbia.

In sedici a fine marzo, trasferiti sul posto con camionette blindate della polizia penitenziaria, sono partiti dai giardini di Colle Oppio. Da ieri un secondo gruppo è operativo al Gianicolo. Altri si stanno occupando di aree a Cinquina e Casale Nei. Il piano è sempre mosso da finalità di inserimento sociale, anche in questo caso non remunerato. Il Campidoglio ha siglato un protocollo d'intesa con il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria che prevede cinque giornate lavorative a settimana, dalle 9 alle 14. Al contrario dell'occupazione all'interno del carcere, che secondo quanto stabilito dall'articolo 15 della legge sull'ordinamento penitenziario, deve sempre essere pagato quando si tratta di condannati, nel caso specifico è lavoro volontario, previsto da un'apposita normativa del 2013.

Qualche vantaggio, a onor del vero, lo porta anche ai detenuti. "Bisogna tenere conto che comunque in un complesso come Rebibbia su 1500 detenuti c'è lavoro retribuito per un centinaio, non di più. E poi gli vengono scontate le spese del mantenimento - ci spiega la dott.ssa Gabriella Stramaccioni, Garante dei detenuti di Roma Capitale - hanno una formazione che poi può essere spendibile al di fuori e l'adesione vale anche nella valutazione delle buona condotta". E fa certo comodo al Comune, vista l'eterna assenza di risorse disponibili e sufficienti a rispondere alle esigenze della città. Insomma, sono una bella spalla per i giardinieri comunali, quelli ridotti all'osso e chiamati a occuparsi, lo ripetiamo in nemmeno 200, di 44 milioni di metri quadrati di verde. Come disse lo stesso assessore Daniele Frongia presentando il progetto: "Diamo una mano concreta anche al Servizio giardini". 

Mano che arriva tutti giorni, in maniera ormai strutturata, anche (e soprattutto) da semplici cittadini. Comitati, associazioni, gruppi improvvisati di residenti esasperati dalle pessime, croniche, condizioni del parchetto sotto casa. Chiamando a raccolta chi è disponibile tramite i social network o il semplice passa parola, si armano la domenica di guanti e rastrelli per occuparsi del loro spazio pubblico in prima persona. Gesti di rincuorante civiltà, che anche il Comune ha dimostrato di apprezzare volendo metterli a sistema. Ma la determina dirigenziale di agosto 2017, emanata dal dipartimento Ambiente, ha inserito una serie di regole destinate, a detta dei comitati interessati, a limitare le possibilità di intervento: dalla sottoscrizione di una polizza assicurativa, che ha un costo, alla comunicazione preventiva e dettagliata di tutte le azioni in programma, non sempre possibile per ragioni organizzative. Di aprile scorso il pronunciamento del Consiglio di Stato sul ricorso di due associazioni che ha rimesso in discussione l'intero impianto. 

E infine nella lista degli esperimenti in campo per unire finalità sociali e pubblica utilità troviamo i cosiddetti "manutentori civici". Disoccupati, impiegati ad aprile 2016 per 20 ore a settimana sulle ville storiche, con anche apertura e chiusura dei cancelli, grazie a un progetto in collaborazione con la Fondazione Roma Solidale, hanno potuto beneficiare di un posto di lavoro part time per un anno e sei mesi. Stavolta erano pagati, ma sono fermi da novembre 2017. Il loro contratto non è stato rinnovato.

Senza dimenticare, ma è un capitolo a parte, il ricorso al genere animale. L'idea di utilizzare le pecore per brucare, e quindi sfalciare, l'erba incolta (tra l'altro utilizzata al parco della Caffarella da 40 anni) ha suscitato ovunque ilarità. In realtà è un'operazione già effettuata in altre città, vedi Berlino. E ha già preso piede a Roma tramite un protocollo d'intesa con la Coldiretti. Ma anche in questo caso parliamo di mezzi che avrebbero un valore diverso, oltre lo spot, se affiancassero un'attività di tipo ordinario. Senza la quale, pecore, detenuti, richiedenti asilo, associazioni civiche, possono ben poco. Al netto della portata sociale (varia ed eventuale) delle iniziative sperimentate.


 

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