Il Comune non paga e i depositi giudiziari protestano in Campidoglio: "Raggi rispetti le sentenze"

Gli operatori Ancsa in Campidoglio: "Da 15 anni aspettiamo oltre 60 milioni di euro"

Protesta in Campidoglio di depositi giudiziari e carri attrezzi. Un sit in pacifico per chiedere interlocuzione al Comune, a trazione grillina, per risolvere una vicenda che si trascina da 15 anni. In ballo 60 milioni di euro di crediti che gli oltre 30 depositi disseminati su Roma vantano nei confronti di Palazzo Senatorio. "Soldi che numerose sentenze hanno riconosciuto", spiegano dall'Ancsa (Associazione Nazionale Centri Soccorso Autoveicoli), "ma che il Comune non mette in bilancio". Ora però l'Ancsa pretende ascolto e anche per questo la manifestazione di oggi. 

"Roma Capitale non riconosce i custodi giudiziari come creditori e di conseguenza non porta questi debiti in bilancio", denuncia Fabio Parisi, delegato Ancsa e titolare di un deposito giudiziario a Roma. "Parliamo di 30 strutture che danno lavoro a centinaia di persone e che sono costretti a bloccare investimenti e a licenziare persone perché non possono usufruire di questi soldi". Mediamente ogni deposito giudiziaro vanta crediti di 2 milioni di euro, accumulati in oltre 15 anni

Ma come si è creata questa cifra? In sostanza tutti i sequestri amministrativi effettuati dalla polizia locale, prevedono l'intervento dei depositi sia nella fase di prelievo dell'auto, che di custodia. Quando il proprietario non recupera l'auto a carico dei depositi c'è anche la confisca e la distruzione dell'auto. Un iter che dura anni e che arriva a costare anche 6000 euro ad auto. Si tratta di soldi che l'istituzione dovrebbe riconoscere ai custori. Così però non avviene

Negli anni si è aperto un contenzioso. I comuni sostenevano che a pagare dovesse il Ministero. Diverse sentenze, giunte in Cassazione hanno ricosciuto che a pagare dovesse essere l'ente che incassava la sanzione, quindi il Comune. E in effetti la maggior parte delle amministrazioni locali si è adeguata. "Tra i grandi Comuni", racconta Parisi, "solo Roma Capitale non ha inserito questi debiti in bilancio e quindi noi restiamo senza i soldi che il tribunale ha riconosciuto spettarci". 

"Con la manifestazione di oggi", ha spiegato Parisi, "abbiamo voluto tentare un approccio con questa giunta, sino ad oggi silente sul tema. E' difficile interloquire anche perché l'assessore al bilancio cambia spesso. Da parte nostra siamo disponibili a discutere, a ragionare su compensanzioni, su corresponsioni in immobili, in dilazioni. Alla Raggi chiediamo di rispettare le sentenze e di non ignorare il destino di 300 famiglie". 

Attendere un istante: stiamo caricando il video...
Attendere un istante: stiamo caricando il video...

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Notizie di oggi

  • Politica

    Raggi prova a ripartire e convoca i minisindaci: "Non sapevo niente, avanti compatti"

  • Cronaca

    Follia fra Termini e via Cavour: prima la rapina poi con una pala minaccia i passanti

  • Cronaca

    Roma blindata, c'è il presidente della Cina. Strade chiuse al Centro e Parioli

  • Corviale

    Crisi Municipio XI, l'ex consigliera grillina rompe gli indugi: "Voto la sfiducia"

I più letti della settimana

  • Presidente cinese a Roma: dal 21 marzo strade chiuse e una doppia 'green zone'

  • Barberini: la scala mobile si accartoccia, scene di panico. Chiusa la stazione. Il racconto di un testimone

  • Ciclista morto sui binari del tram: addio a Valerio Nobili, medico luminare del Bambino Gesù

  • Borghesiana: sorpasso azzardato con l'auto rubata, cinque feriti. Tre sono gravi

  • Ora legale nel 2019: quando spostare le lancette

  • Tragedia a Largo Preneste: è morto Umberto Ranieri. Chi lo ha colpito con un pugno? Il punto sulle indagini

Torna su
RomaToday è in caricamento