Cimiteri romani nel degrado: viaggio nella città che non rispetta i suoi morti

Nel dossier del comitato Tutela Cimiteri immagini e denunce su Verano, Flaminio e Laurentino, con una lettera indirizzata alla sindaca Raggi

Anziani costretti a piedi perché il percorso del bus navetta è stato deviato: troppe buche. Non va meglio a chi deve portarsi l'acqua da casa: le fontanelle sono guaste. E poi i rifiuti accatastati intorno ai secchi, l'erba alta, le mura pericolanti, i lampioni guasti. Riposare in pace, a Roma, non è un diritto garantito. Le tariffe dei cimiteri sono tra le più alte d'Italia, ma il servizio offerto non sembra proporzionato ai costi, tra sciatteria di luoghi abbandonati e liste d'attesa infinite.

E' tutto documentato nel dossier presentato dal neonato Comitato Tutela Cimiteri di Valeria Campana, ex candidata consigliera del XII municipio, Lelia Basile e Sanja Radivojevic. Flaminio Prima Porta, Verano e Laurentino sono i tre narrati con foto allegate, sopralluogo dopo sopralluogo. La manutenzione scarseggia in tutti i casi. Al Verano, cimitero monumentale, si raggiunge la lapide del proprio caro, magari sommersa di guano, tra le "gabbie" arancioni che transennano gli elementi architettonici pericolanti. Al Flaminio, il più grande d'Italia, l'erba infestante invade le aiuole insieme ai rami di alberi dimenticati, i vialetti "groviera" sono peggio delle normali carreggiate cittadine e per ovviare alle buche il percorso del minibus è stato deviato nei tratti più ammalorati.

Eppure, fanno notare i denuncianti, "stando alla recente pubblicazione dell'Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale sulla gestione dei servizi funebri delle grandi città italiane la più importante voce di spesa di tale servizi dovrebbe essere il costo del personale impiegato nella manutenzione e pulizia di aree e manufatti, per di più in aumento nell’ultimo biennio". Almeno a Roma i risultati non si apprezzano. Senza contare i furti continui di croci, iniziali del defunto e vasi dalle sepolture - al Laurentino una triste sorpresa quotidiana - e le difficoltà per chi conta sui mezzi pubblici per raggiungere i siti più lontani. Le linee messe a disposizione da Atac esclusivamente per i servizi cimiteriali non soddisfano l'utenza. "Sono disponibili solo il sabato e la domenica - spiegano dal comitato - con pochi orari e con ampio margine di ritardo riscontrato e lamentato dall'utenza". Tanto da alimentare business inaspettati: su via Flaminia Nuova non è raro imbattersi in vetture di privati che offrono passaggi alle pensiline dei bus. Con tanto di cartello fai da te appicicato alla palina. 

Un quadro critico, specie alla luce dei costi dei servizi funerari. Secondo una sintesi di valori medi ottenuto dal Comitato confrontando i prezzi per l'utenza di alcuni dei più comuni servizi cimiteriali e funebri applicati a Roma, Milano e Palermo, la Capitale è in testa ad ogni voce. Cremare il corpo del defunto costa 450 euro contro i 306 di Milano e i 331 di Palermo, l'inumazione 342 euro contro i 171 del capoluogo lombardo e i 140 di quello siciliano, e ancora l'esumazione 241 contro 211 e 147. Un netto distacco per un pessimo servizio. Anche considerando i lunghi tempi di attesa. 

"Per cremare mio marito ho dovuto aspettare 21 giorni. Più altri 13 per la tumulazione, ero da sola a gestire tutto con mia figlia di 20 anni". Lo racconta Sanja Radivojevic, tra le firmatarie del dossier. "Sono tempi lunghissimi che non solo creano problemi a livello burocratico, ma allungano il dolore". Con Campana e Basile ha sottoscritto una lettera indirizzata alla sindaca Raggi, un appello a un'attenzione maggiore verso la tematiche e alla messa in campo di azioni politiche mirate a tutelare la dignità dei defunti e dei loro cari. 

"Come gruppo Fratelli d'Italia in Campidoglio abbiamo preparato specifici atti da sottoporre alla sindaca Raggi e all'assessore all'Ambiente, la situazione è grave e chiediamo un intervento urgente all'amministrazione" ha commentato il consigliere di centrodestra, Francesco Figliomeni. Stessi toni per il consigliere regionale del Lazio, Fabrizio Santori. "Questo dossier è un grido di dolore, sosterremo con forza la vostra battaglia, la situazione che avete descritto è inaccettabile. Quando ero presidente della Commissione Sicurezza le denunce erano tante. E' un tema sentito sul quale è assoutamente necessario intervenire. In regione abbiamo presentato a settembre una proposta di legge per la disciplina dei servizi funerari per garantire la regolarità e la qualità". 

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