Autodemolitori, la denuncia in Procura contro la sindaca: "Noi ancora chiusi. Comune non ha applicato legge regionale"

Continua il braccio di ferro tra operatori e amministrazione per riaprire le attività

L'interno di un autodemolitore in viale Palmiro Togliatti

Gli autodemolitori tornano all'attacco. Il Comune non ha applicato la legge regionale che predisponeva, nelle more di un trasferimento fuori dal Raccordo ancora tutto da mettere a punto, il rilascio di autorizzazioni provvisorie alle aziende. Una presunta inadempienza da parte del Campidoglio che ora finisce sul tavolo della Procura. La denuncia che gli operatori stanno presentando in queste ore è contro la sindaca Virginia Raggi e la dott.ssa Laura D'Aprile, dirigente capo dell'ufficio Direzione inquinamento e risanamento ambientale del dipartimento. 

"Siamo chiusi da mesi, e l'amministrazione non ha ancora applicato la legge regionale che ci permetterebbe di stare aperti. Ci sono gravi violazioni in merito" sostengono dall'Arder, l'Associazione rottamatori e autodemolitori romani a cui aderiscono circa una ventina di attività operanti sul parco, archeologico e vincolato, di Centocelle. Da un anno il Comune ha stoppato le proroghe alle concessioni, facendo partire una serie di determine di chiusura alle attività con richiesta, al termine di apposite Conferenze dei Servizi, di effettuare, in caso risultino necessari, una serie di lavori di adeguamento ambientale. 

Nel mentre però, onde evitare il collasso del comparto oltreché della filiera di smaltimento delle carcasse dei mezzi, dalla Regione è arrivata a fine dicembre 2018 un emendamento alla legge di Stabilità, che prevede appunto il rilascio di permessi temporanei nelle more del piano di delocalizzazione in programma dagli anni '90 (che gli enti locali non hanno mai attuato). Una normativa che ha fatto infuriare il M5s, con la sindaca Raggi che ha chiesto, e ottenuto, dal Governo centrale l'impugnazione alla Corte Costituzionale per invasione della "competenza statale in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema". 

Calabrese (M5s): "Norma regionale è sbagliata"

Il Comune ha accusato la Pisana di aver messo le basi per una sorta di "sanatoria" nella quale rientrerebbero anche gli abusivi, tanto da aver ribattezzato il testo di legge regionale "il salva demolitori". Non ci stanno però gli operatori del comparto a che si faccia di tutta l'erba un fascio: "Noi siamo la parte sana, siamo autorizzati dagli anni '90, non siamo abusivi. Siamo a norma". Da qui la denuncia depositata in Procura da una decina di loro - ma altre ne arriveranno nelle prossime ore - tutta basata sull'ultimo pronunciamento del Tar di fine febbraio. 

Con ordinanza in risposta a uno dei tanti ricorsi arrivati dai demolitori, i giudici parlano di normativa regionale "vigente e applicabile, con il conseguente obbligo di rilasciare i titoli provvisori in presenza delle condizioni di legge". E qui sta il nodo. Per il Comune le condizioni di legge devono essere ancora stabilite per buona parte delle attività che non avrebbero ottemperato ai piano di adeguamento ambientale richiesti. Per i lavoratori invece, forti di altre ordinanze delle toghe amministrative che hanno ridimensionato le proporzioni del progetto richiedibile dall'amministrazione definendolo "sproporzionato", dato l'obiettivo ultimo di delocalizzare le strutture. Insomma, un braccio di ferro quello sulle attività di smaltimento delle macchine romane che va avanti da mesi,sempre più lontano dal trovare la quadra. 

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