Affrancazioni, in commissione le modifiche dei comitati: "Pronti a impugnare la delibera"

Consiglieri e uffici analizzeranno anche le osservazioni dei cittadini

Commissione urbanistica affollata questa mattina in via del Turismo all’Eur per l’analisi delle osservazioni e delle proposte di emendamento alla delibera sulle “affrancazioni”. Il provvedimento punta a semplificare le procedure per ‘svincolare’, tramite il versamento di una quota, i proprietari degli immobili realizzati nei piani di zona dall’obbligo di vendere le proprie case a prezzi agevolati, così come previsto per legge, e quelle per la cosiddetta ‘trasformazione’ da case realizzate in diritto di superficie, dove quindi il Comune continua ad essere il proprietario del terreno sulle quali sono state realizzate, alla piena proprietà. 

La delibera è stata approvata in giunta capitolina all’inizio di agosto ed è ora all’esame della commissione urbanistica presieduta dalla consigliera pentastellata Donatella Iorio. “Il tema delle affrancazioni nei piani di zona è molto sentito dai cittadini” ha spiegato aprendo i lavori. “Per questo abbiamo deciso di aprire la commissione al confronto con tutte le realtà che si sentono coinvolte”. 

Questa mattina è così partita l’analisi delle osservazioni presentate dall’Unione dei comitati dei piani di zona di Roma. Presenti, oltre ai consiglieri, anche l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori, la direttrice del dipartimento Urbanistica  Cinzia Esposito e il legale dell’Avvocatura capitolina Andrea Magnanelli. 

Interpellato da Romatoday, le principali richieste dei comitati le ha spiegate Gianluca Riparbelli, presidente dell’Unione dei comitati. “Il primo punto fondamentale per noi è dare più impulso alla trasformazione, rendendo quindi possibile acquistare il pieno diritto di proprietà”. Al contrario, “oggi non è possibile perché il Comune lo permette solo per 14 piani di zona su 70. Tra l’altro anche i processi avviati sono fermi al palo perché si sta dando priorità alle sole affrancazioni”. Altro punto “focale è la determinazione del valore delle aree. La presidente Iorio ci ha informato che questo aspetto verrà affrontato con un’apposita delibera ma secondo noi sarebbe più logico dirimere questo aspetto nell’ambito di questo provvedimento”.

Altro punto di contestazione verte attorno ad un principio affermato dalla sentenza della Cassazione del settembre del 2015: i vincoli di prezzo che ricadono sulle case realizzate nei piani di zona sono a “tempo indefinito”. Secondo i comitati, “questo principio è valido solo per le abitazioni in diritto di superficie, e sarebbe di 99 anni, mentre il Comune, con la delibera di agosto, lo estende anche al diritto di proprietà. Secondo noi questa interpretazione è errata perché quest’ultimo dovrebbe essere fissato in 20 anni. Così facendo, nei piani di zona più vecchi resterebbe da pagare solo l’affrancazione”. Ultimo punto: “Chiediamo di eliminare il gettone minimo dei 5 mila euro in quanto iniquo”. L’Unione dei comitati è decisa a non fare alcun passo indietro: “Se questi punti non verranno modificati” conclude Riparbelli “impugneremo la delibera”.

Così come appreso nel corso della commissione, quella sul calcolo del valore delle affrancazioni non è l’unica delibera relativa ai piani di zona in via di preparazione da parte del Comune. Il Campidoglio, come detto, sta lavorando anche ad un secondo provvedimento per la determinazione del valore delle aree. Non solo. Nei giorni scorsi è stata depositata presso il segretariato anche la delibera che ricalcola i prezzi massimi di cessione. 

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