Delibera 140, il Pd pressa M5s: dopo la sentenza serve una nuova delibera

Il Partito Democratico cavalca la sentenza della Corte dei Conti. Di Biase: "Al M5s chiediamo di calendarizzare un consiglio straordinario. Siamo pronti a mobilitare cittadini e associazioni"

La sentenza della Corte dei Conti ha di fatto smantellato l’impianto della delibera 140. Alla scadenza delle assegnazioni provvisorie dei locali comunali, Roma Capitale non poteva esigere un pagamento a prezzo di mercato. Quegli spazi, sono stati destinati a fini sociali dallo stesso Comune. E tali rimangono. Di conseguenza, il canone fissato al 20% del valore di mercato, resta invariato. E le associazioni non devono corrispondere le cifre astronomiche che sono state loro richieste. Come d’altra parte le stesse stanno ripetendo da quando la clava della delibera 140 ha iniziato a colpire.

LA RICHIESTA - l Movimento Cinque stelle non ha ancora commentato la sentenza e non è chiaro come intenda ora agire. Il Partito Democratico invece non ha perso tempo, ed ha immediatamente indetto una conferenza stampa in via del Tritone. Lo ha fatto anche per tornare a chiedere la convocazione di una seduta straordinaria dell’Assemblea capitolina che, ha sottolineato Micaela Di Biase, è stata già chiesta dal 17 marzo. “Diciamo basta alla grande arroganza della maggioranza che, piuttosto che discutere una proposta reale e concreta delle opposizioni, preferisce far sgomberare le associazioni -  ha dichiarato la capogruppo Dem -  chiediamo la fine di questo ostracismo nei confronti del Pd e che ci sia subito un confronto sulle nostre proposte” ha proseguito Di Biase.

LA DELIBERA DEL PD - In assenza di un reale confronto “siamo pronti a mobilitare la presenza di cittadini e associazioni in Assemblea capitolina per dare un segnale rispetto all'approvazione della delibera”. Il riferimento è a quella avanzata dallo stesso PD,  di cui il primo firmatario risulta essere il consigliere Dem Orlando Corsetti. Con la citata proposta di delibera, si chiede di regolarizzare tutte le associazioni che svolgono attività a carattere sanitario, assistenziale, culturale, sociale e politico (ad eccezione dei partiti)  e di interesse generale, attuando un censimento caso per caso e procedendo al rinnovo delle concessioni a canone calmierato del 20%, in attesa dell'approvazione di un nuovo regolamento condiviso con i soggetti interessati”.

LE ASSOCIAZIONI -  Tra i soggetti interessati, ovvero tra quelli che hanno già subito un provvedimento di sgombero, ci sono le realtà presenti al Rialto Sant’Ambrogio. “La Corte dei Conti - hanno ricordato la decina delle realtà che attualmente hanno rioccupato lo stabile dell’ex Ghetto-  si è pronunciata dichiarando nullo il danno erariale e non esigibili i canoni di mercato sul patrimonio indisponibile facendo venire meno le motivazioni alla base delle riacquisizioni degli immobili”. Di fatto “si conferma la validità delle assegnazioni fatte tramite determinazione dirigenziale in base alla delibera 26/1995”.  La sentenza della Corte dei Conti, apre quindi nuovi scenari. La delibera licenziata a febbraio dalla Giunta Raggi, ad integrazione della 140, è nei fatti già superata. 

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