Campidoglio, Grancio espulsa dal gruppo M5s: "Avvelenati dal potere"

La consigliera contraria allo stadio della Roma andrà nel guppo misto

La 'separazione in casa' nel gruppo capitolino del Movimento cinque stelle era in atto da tempo. Fin da quando, nel giugno del 2017, decise di non sposare la linea favorevole allo Stadio della Roma. Oggi il divorzio è ufficiale: la consigliera Cristina Grancio è stata espulsa dal gruppo pentastellato e passerà al gruppo misto. Lo ha comunicato lei stessa su Facebook: "Così finisce la storia di una pagina politica romana" ha scritto. "Il M5s deve ancora imparare tutto in tema di democrazia e rispetto per le persone che manifestano correttamente idee anche diverse, ma collaborative" il commento di Grancio che si dice "fiera" di aver "tenuto la schiena dritta e mantenuto fede alle promesse e ai patti con i cittadini romani".

L'urbanistica è il terreno in cui ha mosso i suoi primi passi nel movimento romano, con l'adesione al Tavolo Urbanistica Comunale che la porta dritta ad essere eletta nel 2016 e a ricoprire il ruolo di vicepresidente della commissione Urbanistica. E proprio due posizioni sul tema l'hanno portata alla porta: il 'no' allo Stadio della Roma a Tor di Valle "difendendo la posizione presa in campagna elettorale" e il 'no' alla proroga della convenzione di Piazza dei Navigatori, sempre "per rispettare il programma". 

L'aver espresso "dubbi" sul progetto di Tor di Valle le costò un'immediata sospensione da parte del Collegio dei Probiviri, poi ritirata per vizi di procedura a poche ore dall'udienza del Tribunale civile al quale la stessa Grancio si era appellata. Poi inizia la 'separazione in casa'. Scrive Grancio: "Vengo materialmente isolata dal gruppo M5S con l’estromissione dalle chat e subisco quello che di fatto viene definito 'mobbing'". Nell'agosto del 2017, "il gruppo consiliare M5s firma per chiedere al Segretario Generale la mia estromissione dalla carica di consigliera, oppure “farmi passare” al gruppo misto. La risposta del Segretario fu che non era una sua competenza". Un'ulteriore rottura è rappresentata dalla nascita dell'associazione fondata da Luigi Di Maio. Grancio è tra gli attivisti che vi si oppongono. 

Dopo la votazione sulla convenzione di piazza dei Navigatori, l'attacco del capogruppo Paolo Ferrara: "Assenteista in Aula e in commissione, spesso aggressiva, è tutto meno quello che dovrebbe rappresentare un consigliere del M5s". E ancora: "Le consiglio di cambiare poltrona". Oggi l'esclusione. 

Immediata la solidarietà del consigliere dem Marco Palumbo: "La pratica democratica del confronto non è di casa nel M5S. Si moltiplicano gli addii, gli abbandoni e i cambi di casacca di assessori e consiglieri municipali. Ora anche l'espulsione della consigliera Grancio rea solo di aver manifestato la sua posizione in linea con il programma elettorale M5S. Altro che democrazia digitale e dell'uno vale uno". 

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