Crisi di governo, Raggi bacchetta Di Maio: "Tra i punti manca Roma". Ecco le emergenze aperte

La Sindaca interviene sulla crisi di governo: "Roma è questione nazionale". Poteri speciali, risanamento del debito, rifiuti e mobilità: i punti in bilico

Dalla sempre scottante questione rifiuti al debito monstre da risanare, fino agli investimenti promessi su infrastrutture e mobilità: la crisi del governo gialloverde rischia di lasciare Roma con alcuni punti insoluti

Questioni nevralgiche per la tenuta e il futuro della città tanto che la Sindaca Virginia Raggi, a margine dell'ultima giornata di consultazioni al Quirinale, quella che ha visto protagonisti Pd e il suo Movimento 5 Stelle, ha sottolineato come nel dibattito relativo ai punti sui quali dovrà nascere l'eventuale nuovo governo manchi la 'questione Roma'. 

Crisi di governo: i 10 punti del M5s

Un richiamo, poi non tanto indiretto, al leader politico del movimento Luigi Di Maio alle prese con le "interlocuzioni per una maggioranza solida" che converga sui punti indicati. Dieci in tutto gli obiettivi dei Cinque Stelle: dalla "prioritaria" riduzione del numero dei parlamentari, alla riforma degli enti locali e del sistema bancario fino alla legge sul conflitto di interessi. Un elenco nel quale Raggi rivendica uno spazio anche per la Capitale: "E' un tema nazionale" - ha fatto notare la Sindaca. 

Crisi governo, Raggi 'bacchetta' Di Maio: "Manca Roma"

"Noto che tra i punti presentati da più parti non c'è Roma Capitale. Quale che sia il governo dovrà tenere conto dei poteri da assegnare alla città per consentire a Roma e ai romani di competere con le altre capitale europee. Roma, con tre milioni di cittadini, ha gli stessi poteri di una città venti volte più piccola. Ed inoltre ha doveri di rappresentanza che le altre città non hanno" - ha scritto Raggi in una nota sottolineando pure come tra le priorità dovrebbe esserci anche la legge elettorale "è evidente che quella attuale è fatta per impedire qualsiasi maggioranza eventuale in parlamento". 

I poteri speciali per Roma

Quindi il passaggio sul premier dimissionario Giuseppe Conte: "Con il presidente abbiamo trovato un'intesa speciale e avviato un ottimo lavoro. Con lui il dialogo è già avviato...". Il riferimento è ai poteri speciali per Roma Capitale: dopo l'incontro di oltre un anno fa però nulla si è mosso, di quel percorso da avviare con l'affiancamento di un comitato di saggi costituzionalisti si sono perse le tracce.

In bilico le altre questioni. Numerosi i dossier di Roma che, con il governo in caduta libera, restano aperti: debito, rifiuti e trasporti su tutte. 

Esecutivo gialloverde al tramonto: quali ripercussioni per l'amministrazione Raggi?

Il debito di Roma

Con la crisi di governo si allontanano per la Capitale le possibilità di ridiscutere, attraverso l'asse forte tra il vice ministro all'Economia Laura Castelli e l'assessore al Bilancio Gianni Lemmetti, la norma 'Salva Roma': quella attraverso la quale il Campidoglio puntava a chiudere la gestione commissariale del disavanzo storico, quasi 12 miliardi di euro, del Comune.

Così come approvato nel dl Crescita il provvedimento, per mesi al centro di un'aspra disputa tra Lega e M5s e alla fine in gran parte stralciato con i leghisti a vincere la partita, rischia di esporre Roma ad una crisi di liquidità

La questione rifiuti e la mediazione del ministro Costa

Non va meglio, in termini di mediazione governativa, sul fronte relativo ai rifiuti con il ministro Sergio Costa a giocare un ruolo fondamentale nell'eterno braccio di ferro tra Roma Capitale e Regione Lazio. La cabina di regia di cui il ministro in quota grillina è stato promotore e ago della bilancia ha portato all'ordinanza regionale attraverso cui la Capitale è uscita dalla crisi.

Ma l'emergeza a Roma è sempre dietro l'angolo e Raggi, tra assessorato vacante ed eterni deficit impiantistici, rischia un'altra stagione di immondizia per le strade: montagne (di rifiuti) troppo alte da scalare senza una sponda forte. Un alleato in un regime che altrimenti per la Sindaca sarebbe di totale isolamento.

Il nodo su trasporti e mobilità

Dai rifiuti all'incognita sugli investimenti legati a trasporti e mobilità. A poche settimane dall'approvazione del PUMS, il Piano Urbano della Mobilità che include le funivie Battistini-Casalotti e Magliana-Piazza Civiltà del Lavoro e quella su rotaie Jonio-Bufalotta, il Comune spera nei finanziamenti necessari affinchè tali opere non rimangano un sogno.

Già a dicembre 2018 l'amministrazione cittadina aveva deciso di chiedere un finanziamento al Ministero dei Trasporti per realizzare sette progetti: tra questi appunto tre nuove tranvie; il potenziamento e l'estensione di linee ferroviarie urbane; due funivie e l'acquisto di nuovo materiale rotabile per la rete tranviaria.

C'è da capire poi dove finiranno gli oltre 75milioni di euro promessi dal ministro Toninelli per la mobilità della Capitale. Senza un governo forte Roma rischia di rimanere ferma
 

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