Paglia e legno, il 'nuovo' Corto Circuito tra autocostruzione e permacultura

Nella città dei costruttori un edificio costruito con legno, paglia e terra cruda. Dopo l'incendio, la rinascita dello storico centro sociale tra bioedilizia e autocostruzione

Nella città dei costruttori un edificio costruito con legno, paglia e terra cruda. E' il 'nuovo' centro sociale Corto Circuito che questa mattina, con un ingente schieramento di forze dell'ordine, è stato posto sotto “sequestro preventivo” per volere della magistratura per “gravi abusi” edilizi e “illeciti edilizi”. Una decisione scattata anche per la presenza di un tendone che gli attivisti avevano posizionato nell'area dopo che nel 2012 un incendio aveva completamente distrutto uno dei padiglioni dove si svolgevano gran parte delle attività. 

“Una costruzione realizzata con tecniche di bioedilizia, antisismico, categoria energetica A+, ecologico, riciclabile, coimbentato per non disperdere calore in inverno e per proteggersi dalle alte temperature in estate, insonorizzato grazie a pareti di terra cruda e legno spesse 40 centimetri per ridurre il rumore all'esterno” spiega Federico Mariani, attivista del centro sociale. In gergo tecnico si chiama sistema Greb, un metodo per mettere in relazione, con modalità collaudate, legno, paglia, malta e giunti metallici. Ma non solo. “Abbiamo realizzato anche un sistema di recupero delle acque grigie e quelle piovane da impiegare per irrigare un orto urbano, una nicchia ecologica basata sui metodi della permacultura. Queste acque vengono raccolte all'esterno in tre vasche e depurate con sistemi di fitodepurazione. Ma siamo stati attenti anche alle zanzare: questi 'stagni' erano abitati da pesciolini che mangiano le larve delle zanzare e ne riducono la presenza”.

"Il 'nuovo' Corto Circuito “potrebbe diventare un modello anche per molti altri edifici comunali, non una realtà da cancellare. Penso per esempio a molte scuole materne e ai nidi comunali, realizzate dello stesso materiale del vecchio padiglione: costose da riscaldare e difficili da rinfrescare, realizzate con pannelli di lana di vetro, a volte con materiali insalubri”.

E' questa anomalia per una città come Roma, e ancora di più per un quartiere di palazzoni come Lamaro, “che porta il nome del suo costruttore”, e per la vicina Cinecittà Est, che è stato sgomberato giovedì mattina. Il 'nuovo' Corto Circuito dopo che nel 2012 un incendio aveva completamente distrutto il vecchio padiglione. “La struttura non è di nostra proprietà ma del Comune tanto che poco dopo la distruzione abbiamo iniziato a lavorare ad un progetto per la ricostruzione insieme ad alcuni architetti ed ingegneri comunali dei dipartimenti Patrimonio ed Urbanistica. Ma il progetto non è più stato preso in considerazione, né protocollato e tutto è caduto nel dimenticatoio e abbandonato come tante altre proprietà comunali di questa città.

Nel frattempo le attività sono continuate in una tensostruttura removibile ma dopo quattro anni di immobilismo da parte dell'amministrazione abbiamo deciso di 'autocostruirlo' con tecniche moderne ed ecologiche. Ricordo che le cubature che occupano le strutture oggi presenti nell'area sono di gran lunga inferiori rispetto a quelle che insistevano prima”. E' stata lanciata una campagna nazionale chiamata 'Senza Corto non so stare'. Si sono mobilitati attivisti da tutta Italia, attori e artisti. “Questo stabile è stato costruito con i soldi di tutti”.

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