Referendum, da tutta Italia a Roma per dire 'no' alla riforma: "Siamo in 50 mila"

Un corteo pacifico ha attraversato le strade della Capitale da piazza della Repubblica a piazza del Popolo. Dagli studenti ai disoccupati passando per i movimenti territoriali, in piazza "l'opposizione sociale al Governo Renzi"

E' stato un corteo partecipato, pacifico e determinato quello che ha riempito domenica pomeriggio le strade della città, seguendo un lungo tragitto da piazza della Repubblica a piazza del Popolo, per dire 'No' alla riforma costituzionale del Governo Renzi. "Siamo 50 mila" la stima finale gridata dagli organizzatori dal palco finale dove la serata è continuata con un concerto a cui hanno preso parte tanti artisti "per il no". In piazza un pezzo d'Italia che si oppone ad una riforma che "rappresenta un vero e proprio attacco alla democrazia" e che "riduce lo spazio di partecipazione dei territori e accentra il potere nelle mani del governo". Un pezzo d'Italia che "ha deciso di prendere voce e partecipare in prima persona a una giornata di mobilitazione per andare oltre il semplice tifo per il 'si' e per il 'no'" smarcandosi chiaramente dal fronte del 'No' dei partiti, da Grillo a Salvini. 

LE MOTIVAZIONI DELLA MANIFESTAZIONE

"Un'opposizione sociale" al Governo Renzi già mobilitata con le precedenti riforme, dal Jobs Act alla Buona Scuola passando per lo Sblocca Italia. Tanti studenti, giovani precari, disoccupati, tante famiglie senza casa con i loro bambini, i movimenti per il diritto all'abitare, tantissime le realtà territoriali impiegate "da anni contro politiche di sfruttamento dell'ambiente e dei territori", dalle grandi opere alle trivelle passando per inceneritori e infrastrutture impattanti. Tra le centinaia di realtà arrivate da tutte le parti d'Italia anche i No Tav. A Roma per dire No al referendum anche Nicoletta Dosio, vero e proprio simbolo della resistenza della Val Di Susa. "Siamo qui perché lo stravolgimento della costituzione, in particolare del titolo V, unito all'Italicum toglierà ogni possibilità di autodetereminazione dei territori" ha spiegato. "E' dovere di tutti dire no alla svendita della costituzione, lo facciamo anche per le future generazioni".

Il corteo si è mosso da piazza della Repubblica poco prima delle tre per poi sfilare in via XX Settembre davanti ad un ministero dell'Economia blindato da cancellate presidiate dalle forze dell'ordine. Qualche uovo è invece partito dai manifestanti in direzione della sede della Banca d'Italia, ma senza dare vita a momenti di tensione. Da lì fino a piazza Fiume passando per Corso Italia e infine su via del Muro Torto chiusa al traffico per permettere il passaggio dei manifestanti. Tanti gli striscioni e i cartelli esposti, la maggior parte dei quali contro il premier Matteo Renzi. E non sono pochi i cori partiti da diversi spezzoni dei manifestanti che hanno chiesto le dimissioni del Governo a partire dal voto del 4 dicembre. In piazza anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

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I CONTROLLI: SPRANGHE SU UN BUS

La manifestazione è terminata senza incidenti a piazza del Popolo. Sul palco si sono susseguiti molti artisti, dai 99 Posse a Pierpaolo Capovilla passando per Andrea Riversa, The Bluesbeaters, Jovine,  gli Assalti Frontali, MauMau, Daniele Sepe, Michele Riondino, Claver Gold, Iceone e Don Diegoh, Rugantino e Rasta Blanco de “Radici nel Cemento”, Kento, O’Rom, Oyoshe & The wazers, Nadar Solo, Chop Chop Band, E’Zezi, Pepp-Oh & The BabeBand, Inna Cantina con la presentazione di Lampa Dread.

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