Coronavirus, vigile positivo nel XI gruppo Marconi: aperta un'indagine in Procura

L'inchiesta a seguito dell'esposto del sindacato Ospol

Un vigile positivo, una comunicazione arrivata via chat ai colleghi e ritardi (presunti) nei provvedimenti per mettere in sicurezza il comando. Ora sulla vicenda vuole vederci chiaro la magistratura che ha aperto un'indagine per "omissione di atti di ufficio" al momento contro ignoti. A darne notizia è Fulvio Fiano sul Corriere della Sera. 

Siamo a Corviale, nel XI gruppo della polizia locale. Qui prestano servizio 200 persone in allarme dalla scorsa settimana per la certificazione di un caso positivo da Covid-19. Ad informare tutti dell'avvenuto contagio è stato lo stesso agente. Ricostruisce il Corriere della Sera: "L’uomo si era sentito male mentre era di pattuglia l’11 marzo e si era recato allo Spallanzani per il test. I medici, riscontrata la mancanza di sintomi gravi, avevano rimandato a casa l’agente, prescrivendogli due settimane di quarantena domiciliare. Per tre giorni, però, nonostante l’episodio fosse di pubblico dominio nel comando, non sono state prese iniziative a tutela degli altri appartenenti al corpo. L’emergere del caso ha inoltre sollevato il problema della mancanza di protezioni adeguate (mascherine, guanti) per chi esce in servizio, tanto che i sindacati hanno minacciato l’astensione"

L'inchiesta arriva dopo la presentazione di un esposto da parte del sindacato Ospol. Si legge nell'esposto: "Nelle giornate di sabato 14, domenica 15, lunedì 16  martedì 17 marzo, le attività del Gruppo sono normalmente continuate come se nulla fosse accaduto, generando ansia e reale preoccupazione tra i dipendenti. Non è stata disposta alcuna sanificazione degli ambienti di lavoro in violazione del protocollo Govemo-Sindacati, “nel caso di presenza di una persona con Covid.19 all'interno dei locali". 

Sull'esposto di Ospol era intervenuto anche il comandante Antonio Di Maggio: "Il reperimento di mascherine si è configurato, in questi giorni difficili, come un problema strutturale di carattere nazionale. Sta riguardando medici e infermieri, ospedali e strutture sanitarie in prima linea durante l’emergenza. Ma qualcuno preferisce guardare il dito invece che la luna"

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"E’ tempo di rimboccarci le maniche, chi vuole rompere il fronte della compattezza rischia mettere a rischio l’interesse collettivo.  La funzione determinante della Polizia Locale è sotto gli occhi di tutti. Soprattutto in questi giorni così complessi, basti pensare che soltanto ieri abbiamo effettuato oltre 25mila controlli. Un orgoglio appartenere a questo corpo, che rende un servizio a 360 gradi a tutela di tutti i cittadini. Per questo le polemiche, gli attacchi strumentali, il tentativo di dividerci o di metterci contro i cittadini è vergognoso. Un’offesa a tutta la città. Mente tutti si sacrificano e compiono rinunce, pochi irresponsabili preferiscono soffiare sul fuoco di un presunto malcontento. Il punto è chiaro. Bisogna smetterla di indebolire il nostro operato. I cittadini hanno bisogno di noi e ci ringraziano ogni giorno. Effettuiamo controlli per contrastare ogni genere di comportamento che metta a rischio la salute pubblica. Chi ci delegittima, crea un danno a tutta la città".  

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