Coronavirus: sì a tassa di soggiorno 'a rate', ma per sconti su Tari e tavolini "dipende dal Governo"

Due incontri con le categorie alla presenza della sindaca Raggi e dell'assessore Carlo Cafarotti. Si lavora a rimodulazioni della tassa di soggiorno, ma per i tributi locali la palla passa a palazzo Chigi

Immagine d'archivio

Tassa di soggiorno da versare a rate e con una percentuale trattenuta in cassa dagli albergatori. Mentre per i tributi locali, vedi la Tari (la tassa sui rifiuti) e l'occupazione di suolo pubblico, è tutto nelle mani del Governo. È quanto emerge dai due tavoli che si sono tenuti oggi in Campidoglio e presso l'assessorato al Commercio per far fronte ai danni economici da Coronavirus. Incontri serrati per ascoltare le categorie in sofferenza tra assenza di turisti e romani che preferiscono evitare ristoranti, bar, locali, centri commerciali. 

Proroga a turni invernali dei taxi

Il primo faccia a faccia si è svolto a palazzo Senatorio alla presenza anche della sindaca, con le associazioni di categoria dei commercianti, da Confcommercio a Confesercenti, Camera di Commercio, Confartigianato. Il secondo in via dei Cerchi, con i principali rappresentanti del settore turistico, Assoturismo, Federalberghi, Cna, Fiavet. 

Il tema è semplice, almeno da dirsi. Come risollevare il tessuto produttivo della Capitale piegato dal virus che tenendo lontani turisti ma anche cittadini sta logorando tutti i settori. Crolli di fatturato già stimati intorni al 40% (dati della Cna di Roma) nelle ultime settimane. E un grido d'aiuto lanciato ormai da giorni.

Tassa di soggiorno rateizzata

Due le misure concrete in via di elaborazione per quanto riguarda il turismo. "Stiamo lavorando per una dilazione della tassa di soggiorno per gli albergatori. Dovrebbero versarla a Roma Capitale entro il 16 aprile? Permetteremo di rateizzarla sui trimestri successivi, in modo da dare un po' di sollievo alle casse" spiega a RomaToday l'assessore al Commercio Carlo Cafarotti. Oltre alle rate, sulla tassa di soggiorno si sta ragionando anche su un meccanismo che consenta di trattenere una percentuale (ancora da stabilire) nelle casse dell'albergatore. 

Tagli a Tari e Cosap? "Dipende dal Governo" 

Ma sui tributi locali che riguardano gli esercizi commerciali, quindi le tasse sui rifiuti e sull'occupazione di suolo pubblico, l'assessore è costretto a frenare. "Vorremmo applicare degli sconti o permettere la sospensione e il posticipo dei pagamenti, ma questo dipenderà dai fondi che verranno messi a disposizione dal Governo" spiega ancora. "Perché abbiamo un bilancio dell'ente locale da tutelare". La richiesta quindi va dritta a palazzo Chigi, insieme a quella di un tesoretto aggiuntivo che consenta di sopperire ai problemi di cash flow (flusso di cassa) paventati dalle imprese. Serve un'iniezione di liquidità e difficilmente potrà arrivare dal già magro bilancio capitolino. Sempre al Governo si chiede di finanziare la cassa integrazione straordinaria in deroga per i lavoratori, specie del settore alberghiero.

La mozione in Consiglio comunale

Intanto in Campidoglio è stata votata questo pomeriggio con 29 voti favorevoli e nessun contrario, una mozione a prima firma del presidente della commissione Commercio, Andrea Coia (M5S) e sottoscritta da tutti i capigruppo dell'Aula. Si chiede di mettere in campo aiuti concreti per le realtà produttive della città. 

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"L'eccessivo allarmismo della situazione italiana rispetto al coronavirus ha generato una desertificazione delle attività produttive e ricettive - ha spiegato Coia - per questo con questa mozione manifestiamo alla Giunta la necessità di introdurre delle agevolazioni alle attività e valutare di posticipare o rateizzare la tassa di soggiorno per andare incontro ai flussi di cassa, oltre a quantificare l'impatto economico di queste eventuali misure sul bilancio". Già, molto però dipenderà dalle disponibilità del Governo centrale. 

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