Supermercati, lavoratori contro Raggi: "Noi esposti al coronavirus. Inviti a fare la spesa solo una volta a settimana"

La critica degli addetti della grande distribuzione alla Sindaca che ha chiesto alla Regione Lazio di rivedere gli orari dei supermarket per evitare le lunghe code: "Noi esposti a Covid-19, chiusure alleviano disagio"

fila davanti al supermercato di via Tripoli

Da una parte la richiesta dei sindacati e dei lavoratori di rimanere chiusi anche la domenica, come già stabilito da alcune catene della grande distribuzione, dall’altra la lettera della Sindaca di Roma Virginia Raggi che domanda alla Regione Lazio di fare un passo indietro e ritirare l’ordinanza che ha compresso gli orari dei supermercati nel pieno dell’emergenza Coronavirus.

Coronavirus, orari supermercati: è scontro

E’ scontro tra Campidoglio e lavratori, spalleggiat dai sindacati, su apertura e chiusura dei supermarket. Dopo il provvedimento della Pisana, che ha ordinato l’orario 8:30-19 dal lunedì al sabato e 8:30-15 la domenica, eliminando la spesa h24, lunghe le code davanti ai punti vendita della Capitale. Ore di attesa da Centocelle a Labaro, da San Lorenzo al Trieste Salario, Eur e Monte Mario. Anche la spesa online va a rilento tra siti bloccati, carrelli che non si riempiono e consegne in calendario ad aprile. 

Dentro, nonostate gli ingressi contingentati, il timore di chi sta ore a contatto con centinaia di clienti. Così le lavoratrici e i lavoratori del commercio, anch’essi in prima linea insieme a personale sanitario e farmacisti, si appellano alla Sindaca chiedendole di non essere ancora più esposti al pericolo del Covid-19. Di ripensare alla sua richiesta di rivedere gli orari dei supermercati ripristinando addirittura l’apertura della domenica. 

Coronavirus, la lettera dei lavoratori dei supermercati: "Chiusure alleviano disagio"

“Nel settore del Commercio e della Grande Distribuzione Organizzata in generale, siamo costretti ad operare a contatto diretto con il pubblico e con possibili superfici infette. E in molti punti vendita scarseggiano, quando non mancano del tutto, i dispositivi di sicurezza necessari. Lavoriamo inoltre con ritmi estenuanti e, in molti casi, senza la possibilità di mantenere la distanza minima prevista. Seppur parziale, la direttiva della Regione Lazio, a firma Nicola Zingaretti, ha mosso i primi passi verso la tutela dei lavoratori del settore e di conseguenza dei consumatori. Le chiusure anticipate infatti consentono di alleviare il disagio di un intero turno con le mascherine e ci permettono il recupero psicofisico, sia riguardo all'esposizione al rischio biologico sia riguardo allo stress di una simile situazione” - hanno scritto in una lettera diffusa dall’USB, Unione Sindacale di Base. 

Coronavrus, i lavoratori a Raggi: "Inviti a spesa una volta a settimana"

La richiesta a Raggi è quella di invitare la cittadinanza alla calma e a uscire una sola volta la settimana per effettuare tutta la spesa necessaria. “È infatti chiaro a noi tutti che le file nei centri commerciali dove lavoriamo non hanno origine dalle chiusure anticipate né tantomeno da quelle domenicali, ma dal fatto che la spesa – si legge nella missiva – è una delle poche 'necessità contingenti' previste dalla normativa e che le persone chiuse in casa la utilizzano come diversivo. Ti chiediamo di invitare tutte e tutti alla responsabilità verso noi operatori del commercio e verso loro stessi e le loro famiglie e a uscire quindi – l’esortazione dei lavoratori - solo quando è strettamente necessario”. 

Coronavirus, supermercati "gironi danteschi"

Addetti alle vendite, agli scaffali, cassiere e cassieri ricordano inoltre alla Sindaca che fu proprio il Movimento 5 Stelle ad aver fatto delle chiusure domenicali e festive uno dei cavalli di battaglia principali della campagna elettorale “e le aperture domenicali in un momento drammatico come questo – scrivono - hanno ancora meno senso”. 

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“Vorremmo che provassi a svolgere un solo turno di lavoro in un centro commerciale, come noi facciamo ogni giorno, in quello che è diventato un girone dantesco pieno di dannati, cercando di rispondere alle richieste della clientela nel minor tempo possibile, con il respiro affannato dovuto alla mascherina, quando c’è, e senza alcuna pausa aggiuntiva. Sempre nella speranza di non contrarre l'infezione e di non trasmetterla poi alla propria famiglia”. 
 

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