Coronavirus, negli aeroporti deserti l’eco della crisi: "In duemila rischiano di rimanere senza reddito"

Gli addetti di Aviation Services e Aviapartner in cassa integrazione, ma le società non vogliono anticipare il pagamento degli ammortizzatori sociali. I lavoratori: “Mesi a entrate zero, rischiamo di finire sul lastrico”

Collegamenti aerei interrotti, scali deserti. A Roma l’aeroporto di Campino è chiuso, quello di Fiumicino operativo al venti per cento delle proprie possibilità. Così compagnie aeree e società di handling soffrono, con loro i lavoratori costretti a pagare la crisi scaturita dall’emergenza sanitaria da Coronavirus.

Coronavirus, la crisi dei lavoratori degli aeroporti

Per i dipendenti di Aviation Services ed Aviapartner, tra le maggiori società di handling a livello internazionale, scatterà la cassa integrazione. Circa duemila gli occupati tra Fiumicino e Ciampino che però nonostante il ricorso all’ammortizzatore sociale previsto dal decreto Cura Italia rischiano di rimanere per mesi senza reddito. 

Si perché le due aziende hanno manifestato la volontà di non anticipare la cassa integrazione, “il che vorrebbe dire tre mesi senza stipendio e senza ammortizzatori sociali per i lavoratori e le loro famiglie" – ha tuonato Massimiliamo Smeriglio, eurodeputato indipendente del gruppo S&D. 

Coronavirus, aeroporti deserti. La crisi di Aviation pagata dai lavoratori: "Costretti a ferie e orario ridotto"

"In un momento di crisi – ha aggiunto - tutti devono fare la loro parte, è impensabile lasciare centinaia di lavoratori senza nessuna rete di protezione”. Criticità evidenziate anche dalla Filt Cgil che nel bel mezzo del tavolo di concertazione ha già anticipato che non firmerà nessun tipo di accordo in tal senso: “I lavoratori – commenta il segretario generale Eugenio Stanzialenon possono rimanere senza reddito nei prossimi mesi”. 

Coronavirus, la disperazione dei lavoratori: "Rischiamo di finire sul lastrico"

Così tra i lavoratori di Fiumicino e Ciampino crescono i malumori. “Come sopravviveremo e come sopravviveranno le nostre famiglie in questa parte dell’anno senza entrate?” – si sfogano. “Al settore non basteranno nove settimane per riprendersi mentre per le famiglie saranno sufficienti per finire sul lastrico. Il decreto non salva noi e non salverà il Paese se lasciamo che le aziende agiscano indisturbate”. 

Aviation e Avia Partner non anticipano la cassa integrazione

Una richiesta di aiuto raccolta da più parti. Ad accusare Aviation e Aviapartner di “indifferenza alla situazione di emergenza e sofferenza dei lavoratori i sindacati Filt Cgil – Fit Cisl – UilTrasporti – Ugl T.A. “Si tratta di società multinazionali che in questi anni, dai servizi offerti alle compagnie aeree, hanno ricavato solo benefici chiudendo i propri bilanci in attivo con l’esclusivo e fattivo contributo dei lavoratori e delle lavoratrici delle società. Non capiamo e non condividiamo questa posizione e ci domandiamo come una società che ha precisi obiettivi in un contesto industriale significativo come quello del trasporto aereo – scrivono i sindacalisti -  possa privarsi della collaborazione dei propri dipendenti che hanno sempre operato e continuano ad operare anche in condizioni di precarietà, con protezioni ed ausili limitati”. 

Coronavirus, "la crisi non pesi su lavoratori"

“Le famiglie hanno bisogno di risposte immediate ed è per questo che ci rivolgiamo ad Aviapartner ed Aviation Services chiedendo la possibilità di anticipare il pagamento degli ammortizzatori sociali previsti, come hanno previsto ad esempio AdR e Alitalia, in modo da venire subito incontro alle necessità di chi si viene a trovare in questa situazione. Questa battaglia – ha scritto in una nota Marta Bonafoni consigliera regionale del Lazio e capogruppo della Lista Civica Zingaretti Presidente - si sconfigge se ognuno di noi fa a propria parte e il sacrificio di rimanere a casa che, giustamente, viene chiesto ai lavoratori va supportato in modo adeguato per non gravare sulle famiglie con ulteriori preoccupazioni”. 

“Mi auguro che, come già fatto da altre aziende del comparto del trasporto aereo, Aviapartner ed Aviation Services – aggiunge Smeriglio - anticipino soldi della previdenza nazionale, forti dei fatturati milionari alle loro spalle”. 

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Ai tempi del Covid-19 nel deserto degli aeroporti di Roma solo l’eco della crisi e della preoccupazione dei lavoratori, l’anello più debole di un intero sistema al collasso. 
 

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