Coronavirus: online le domande per i buoni spesa, "ma i contributi rischiano di arrivare ad emergenza finita"

Sul sito di Roma Capitale informazioni e modulo per inoltrare la richiesta, ma piovono critiche: "Meccanismo troppo farraginoso"

Al via le domande per i buoni spesa per singoli e famiglie in condizioni di difficoltà economica causata dalle misure di prevenzione e contenimento della diffusione del Coronavirus. Sul sito del Comune di Roma disponibili informazioni e modulo per inoltrare le richieste. 

Domanda buoni spesa online

“Questo contributo nazionale rappresenta un aiuto importante per i cittadini e Roma e' pronta a fare la sua parte per far arrivare il prima possibile i buoni spesa alle famiglie, insieme alle altre iniziative che stiamo mettendo in campo per i più fragili” – ha dichiarato la sindaca di Roma, Virginia Raggi. 

Il sostegno, possibile grazie ai 15milioni di euro arrivati dallo Stato, sarà erogato tramite 'Buoni spesa' per l'acquisto dei generi alimentari o di prima necessità. L'ammontare potrà variare, a seconda della composizione del nucleo familiare, in tre fasce: fino a 300 euro per nuclei familiari composti da 1 o 2 persone; fino a 400 euro per nuclei familiari composti da 3 o 4 persone; fino a 500 euro per nuclei familiari composti da 5 o più persone. 

Come fare domanda buoni spesa

I cittadini dovranno compilare l'apposito modulo di domanda disponibile sul sito di Roma Capitale e inviarlo via mail ai Municipi territorialmente competenti fino al 16 aprile. Saranno proprio i Municipi poi ad effettuare gli opportuni controlli in ordine alla veridicità delle attestazioni riportate nella domanda. 

Buoni spesa: domande online “troppo complesse”

Ma la procedura così pensata per molti risulta troppo lenta e complessa: il modulo va stampato, compilato, firmato, scannerizzato e inviato via mail insieme alla copia di un documento di identità, anche quest’ultimo in molti casi da stampare per chi non lo ha già archiviato nel proprio pc o smartphone. Una corsa ad ostacoli per coloro che non hanno la stampante in casa e dovranno avvalersi dei tabaccai aperti o dell’aiuto di familiari e amici nel rispetto sempre delle prescrizioni di distanziamento sociale. La via telematica, l’unica al momento prevista, rischia poi di lasciare fuori chi, come gli anziani, non ha dimestichezza con la tecnologia. 

Coronavirus, a Roma la domanda per buoni spesa si fa online: ecco come richiederli

Così sui “buoni spesa” è già polemica. Il Pd capitolino sottolinea come per l’erogazione del sostegno economico non possano essere ammesse lentezze burocratiche: “Dobbiamo agire in fretta: c'è chi ha bisogno di cibo e generi di prima necessità” – hanno scritto in una nota i consiglieri Dem evidenziando pure la necessità di organizzare “una efficace rete di distribuzione per semplificare e velocizzare l'accesso dei singoli cittadini a queste risorse”.

I buoni spesa coronavirus rischiano di arrivare ad emergenza finita

Ma a preoccupare sono anche i tempi di risposta dei municipi e quindi del Comune alle domande dei cittadini: in sostanza i buoni spesa pensati come soluzione immediata e rapida alla crisi economica delle famiglie fragili nel pieno della pandemia da Coronavirus, potrebbero arrivare ad emergenza finita. 

“La domanda di pacchi alimentari è un bisogno immediato che cresce ogni giorno. Siamo sul fronte dell’emergenza: mai come in questo caso sarebbero state necessarie tempestività e snellezza di procedure. Ora, invece, tra passaggi burocratici e scelte amministrative farraginose il contributo per le famiglie e le persone in seria difficoltà economica rischia di arrivare ad emergenza finita” – denuncia Giovanni Caudo, presidente del Municipio III. 

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Una voce alla quale fanno eco anche i consiglieri di Piazza Sempione. “Ad oggi è prevedibile che per i vari passaggi previsti a partire dalla scadenza del 16 aprile, gli aiuti alle famiglie e alle persone più fragili arriveranno non prima di un mese. Non possiamo permettercelo” – sottolineano Matteo Zocchi, capogruppo della Lista Civica Caudo Presidente e Sara Alonzi, consigliera del Partito Democratico chiedendo di semplificare e velocizzare il procedimento. “Innanzitutto – dicono - va evitata la stampa del modulo con firma e scansione successiva; il trattamento dei dati personali va autorizzato direttamente via mail e soprattutto – sottolineano - nel momento in cui arriveranno le autocertificazioni, sarà fondamentale procedere immediatamente all’erogazione del contributo”. 
 

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