Coronavirus, “salvi” i redditi di duemila lavoratori dell’aeroporto: le aziende anticiperanno cassa integrazione

L'accordo tra sindacati, Aviation e Aviapartner "salva" i redditi degli addetti di Ciampino e Fiumicino: le società dicono si ad anticipo cassa integrazione e ricorso a Fondo Speciale per il Trasporto Aereo

Possono tirare un sospiro di sollievo i lavoratori di Aviation services e Aviapartner, le due società di handling operative su tutto il territorio nazionale che tra gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino occupano circa duemila persone. 

Coronavirus, salvi i redditi dei lavoratori Aviation e Aviapartner

Addetti al check-in, al carico e scarico bagagli, inservienti per le pulizie di bordo investiti dalla crisi da Coronavrus che nei giorni scorsi ha chiuso il G.B. Pastine e ridotto l’operatività del Leonardo Da Vinci di oltre il novanta per cento. 

Dopo lo spettro del licenziamento collettivo e poi di mesi senza reddito, con le due aziende intenzionate a non anticipare la cassa integrazione prevista dal decreto ’Cura Itala’, si è chiuso l’accordo tra sindacati e società. Le firme nel cuore della notte. 

Coronavirus, chiuso l’accordo: per i lavoratori dell’aeroporto cassa integrazione

Dopo lunghe trattative le aziende hanno deciso l’accesso alla cassa integrazione straordinaria legge 148/2015 per 12 mesi impegnandosi ad anticipare ai lavoratori in busta paga la quota Inps e ad attivare il Fondo Speciale per il Trasporto Aereo per salvaguardare le retribuzioni dei propri dipendenti. Nessuno dei duemila di Aviation services e Aviapartner a Fiumicino e Ciampino dunque resterà per mesi senza reddito. 

Aviation e Aviapartner, crisi da Coronavirus: “Ripensare a intero settore”

“Le trattative sono andate avanti per diversi giorni, siamo partiti da condizioni da condizioni che avrebbero potuto compromettere seriamente i livelli salariali dei lavoratori e vedere  precluso l’accesso al fondo. Con grande sforzo ed impegno siamo riusciti a dare una sferzata chiudendo l’accordo” – ha detto a RomaToday Viviana Flamigni, segretaria regionale della Filt Cgil Trasporto Aereo Roma e Lazio. “Ora – ha proseguito la sindacalista – occorre aprire una fase di programmazione per dare un futuro a tutti i lavoratori e alle lavoratrici che quotidianamente con grande professionalità operano nel settore e stabilire un ‘sistema trasporto aereo’ che possa dare un indirizzo unitario e non frammentato all’intero settore che ha estrema prospettiva economica, tecnologica e di sviluppo del Paese”. 

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Soddisfatto anche il CUB Trasporti. “Termina una fase di incertezza per i lavoratori e per le lavoratrici interessati che, in una situazione per tutti già pesantissima a causa della pandemia di Covid-19, hanno vissuto giornate piene di ansia, preoccupazione e tensione aggiuntive per la prospettiva di vedersi trattare in modo discriminatorio rispetto a tutti gli altri aeroportuali. Era infatti concreta – scrive il sindacato in una nota - la prospettiva di ammortizzatori sociali non sufficienti a coprire la durata della crisi presumibilmente molto più lunga di 9 settimane, limitati dalla mancata integrazione da parte del fondo di categoria e soprattutto di mesi senza reddito in attesa della prima erogazione da parte dell’Inps. Questa vicenda, che ricordiamo si inserisce nella gravissima situazione mondiale della pandemia di Covid-19, che tiene tutti noi in preda a emozioni di paura ed incertezza, si è quindi conclusa con la migliore delle ipotesi, riconoscendo ai lavoratori, indistintamente, il giusto trattamento da tutti noi auspicato”.

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