Emergenza casa, i costruttori si appellano a Comune e Regione: "Collaboriamo, servono risposte"

Al Tempi di Adriano istituzioni a confronto con l'Acer

Foto Facebook Acer

Di fronte ai numeri “allarmanti” relativi al disagio abitativo della città, sono i costruttori romani a chiamare a raccolta le istituzioni cittadine. Dopo il convegno sulla ‘rigenerazione urbana’ è ancora l’Acer a invitare al confronto Comune e Regione sul tema delle ‘Politiche dell’abitare a Roma’. L’incontro si è tenuto questa mattina presso la sala del Tempio di Adriano della Camera di commercio di Roma, in piazza di Pietra, al quale hanno preso parte rappresentanti istituzionali di Comune e Regione, il direttore della Caritas di Roma, Don Benoni Ambarus, e il direttore generale dell’Ater, Andrea Napoletano.

Questi i numeri che hanno dato il via al dibattito: 57 mila famiglie in disagio abitativo; 12 mila in attesa di una casa popolare; oltre 9 mila sfratti emanati ogni anno; 7500 persone senza fissa dimora, 12 mila persone negli stabili occupati. “Grida di dolore” le parole del presidente dell’Acer Nicolò Rebecchini, di fronte alle quali “da anni non si vede un’adeguata reazione delle istituzioni”. 

Centrale il tema delle risorse, dopo la “fine di fatto della 167 (legge del 1962 in materia di edilizia residenziale pubblica, ndr)”  e quella “della contribuzione Gescal (fondo per la costruzione e l’assegnazione delle case ai lavoratori, ndr)” con le Regioni “che non sono riuscite a mettere in campo nuove risorse”. Dei 1,15 miliardi di euro stanziati tra il 2000 e il 2001 per l’edilizia agevolata e dei 700 milioni di euro per sovvenzionata “restano 50 milioni di euro per la prima e 197 milioni per la seconda, di cui 40 milioni disponibili”.

E ancora, ha continuato Rebecchini, “i piani di zona approvati da anni non sono ancora stati attivati”. Sulle occupazioni, invece, “dobbiamo difendere la proprietà ma anche trovare delle soluzioni per le persone sgomberate, anche di carattere temporaneo”. Più in generale, le strade da intraprendere “possono essere tante, dall’individuazione di aree di completamento di territori già urbanizzati, all’utilizzo di patrimonio pubblico non usato fino alla rigenerazione urbana di cui tutti tessono le lodi ma che ancora non ha visto alcun passo avanti”. 

La proposta avanzata dall’Acer riguarda un intervento di “riqualificazione energetica”, di “manutenzione straordinaria e razionalizzazione delle superfici degli alloggi adeguandole alle esigenze dei cittadini” del complesso di case popolari a Tor Sapienza. Un intervento “a bassissimo impatto economico per la proprietà, circa 4 milioni di euro, grazie all’utilizzo degli incentivi fiscali che consentirà un aumento del 50 per cento del numero degli alloggi, che passano dagli attuali 504 a 760, ed una riduzione del fabbisogno termico annuo del 62 per cento e di quello energetico del 24 per cento”. Complessivamente, altri numeri relativi al progetto, "si avrà una riduzione di CO2 di 1573 tonnellate annue ed un aumento del valore immobiliare del 21 per cento". 

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L’assessore all’Urbanistica e alle Politiche Abitative della Regione Lazio, Massimiliano Valeriani, ha spiegato che userà i 40 milioni di euro citati dall’Acer “per frazionare gli immobili dell’Ater e dare così una risposta a migliaia di famiglie”. Sempre in tema di patrimonio di edilizia residenziale pubblica, “stiamo mettendo mano alla legge 12 per rivedere l’ammontare dei canoni sociali e soprattutto stiamo lavorando per recuperare altre risorse per altri interventi”. Per una fascia “sempre più estesa” di popolazione, troppo ricca per un alloggio Erp e troppo povera per il libero mercato, la Regione sta invece costruendo “l’Agenzia dell’abitare, che sarà pronta entro il 2019. Vi faremo faremo convergere sia la proposta che arriva dal patrimonio non erp dell’Ater sia quello degli enti pubblici e speriamo anche a quello privato”. 

Tra le novità in tema di edilizia residenziale pubblica arriva l’annuncio del presidente dell’Ater, Andrea Napoletano: “Entro dieci giorni presenteremo il nuovo piano industriale che prevede sette interventi di riqualificazione tra cui Corviale” ha spiegato. “Sarà un piano importante che potrà contare anche su una serie di fondi non spesi negli anni passati”. E ancora. “Stiamo lavorando per accelerare le pratiche di assegnazione, che oggi possono richiedere anche dei mesi, per proseguire con il frazionamento degli immobili più ampi, per avviare un confronto costruttivo sulle partite debitorie con il Comune di Roma che potrebbero fornirci l’ossigeno utile a proseguire con le manutenzioni”. 

L’assessora alle Politiche Abitative comunale Rosalba Castiglione punta sugli sgomberi delle case popolari abitate da famiglie senza titolo. “9 mila in tutto se si considerano sia i numeri degli alloggi Ater sia quelli comunali” ha spiegato. Altra azione, “che ci permetterebbe di liberare 5 mila alloggi” è “l’abolizione della norma che consente a quanti hanno superato il reddito di restare in queste case pagando canoni più alti”.

Qualche nuovo alloggio potrebbe però arrivare: “Abbiamo individuato 60 milioni di euro di fondi stanziati negli anni scorsi che devono essere spesi per l’acquisto di edilizia residenziale pubblica” ha spiegato l’assessora a margine del dibattito. “Sappiamo già dove spenderli, anche noi abbiamo un problema di sgomberi”. Il riferimento è agli oltre mille alloggi di Ostia, oggetto di una sentenza di restituzione da parte del Tar. “Abbiamo una trattativa aperta con la proprietà e con il prefetto”. Castiglione non si sbilancia sui numeri ma spiega: “Con un ente previdenziale stiamo valutando la possibilità di acquisire una lista di immobili. Non sono tantissimi ma chiuderemo il bando del 2010”. 

Luca Montuori, assessore all’Urbanistica della Giunta Raggi, rilancia sul tema della rigenerazione urbana: “L’abitare non attiene solo alle case. Sfido i costruttori a proseguire sulla strada della rigenerazione con piste ciclabili , orti urbani e coworking. Aspetto idee concrete che devono da un lato presentare un certo grado di sostenibilità economica e dall’altro un interesse pubblico. Allora lì si che concretamente sarà possibile individuare i perimetri della rigenerazione urbana”. E sui piani di zona: “Prima di avviare la costruzione di nuovi quartieri bisognerebbe iniziare a concludere quelli già avviati e completare le opere di urbanizzazione e i servizi che nella maggior parte dei casi sono stati terminati”. 

Da Don Benoni Ambarus, direttore della Caritas di Roma, è arrivata preoccupazione verso le condizioni di vita dei senza casa e dei più poveri: “Speriamo che questo primo confronto porti alla risoluzione della situazione che ci troviamo davanti” ha spiegato. “Speriamo che sia il primo passo verso una reale concertazione e coprogettazione autentica perché a volte ci sfugge il vero dramma che vivono queste persone”. Così come quello vissuto dalle persone che per uno sfratto o uno sgombero finiscono per strada: “Vengono proposte soluzioni temporanee solo ai casi più fragili. Se ci fosse posto per tutti non avremmo 7500 persone che vivono per strada”. 

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