Contratto decentrato, vittoria del no: bocciata l'intesa tra il Campidoglio, Cgil e Cisl

Con il referendum i dipendenti capitolini hanno respinto la pre-intesa. Si torna a trattare. Fp Cgil e Cisl Fp in una nota: "Ritireremo la firma"

I dipendenti capitolini hanno rigettato la pre-intesa tra Cgil, Cisl e il Campidoglio sul contratto decentrato di Roma Capitale. Al referendum tra i dipendenti capitolini ha vinto il 'no'. I lavoratori comunali rimandano al mittente l'intesa raggiunta dopo mesi di incontri e proteste e firmata solo da due sigle sindacali. Si torna al punto di partenza. Al quel 'contratto unilaterale' che tanto aveva fatto infuriare i dipendenti, approvato e firmato solo dalla giunta capitolina nel luglio scorso. Si torna anche al tavolo delle trattative tra i sindacati e l'amministrazione capitolina.

"Grande partecipazione dei lavoratori con percentuali di oltre il 60% di affluenza al voto" fanno sapere Fp Cgil e la Cisl Fp, le due sigle sindacali che hanno firmato l'intesa. “Prendiamo atto della volontà dei lavoratori capitolini di non sottoscrivere definitivamente il contratto” si legge in una nota. "Coerentemente invieremo una nota all'Amministrazione con cui ritireremo la firma sulla pre-intesa. Attendiamo ora il contributo di tutti per superare questo evidente stallo creatosi nella trattativa con l'Amministrazione per il rinnovo del contratto decentrato".

Esulta l'Unione sindacale di base: “Questo risultato è stato ottenuto nonostante l’impedimento frapposto dal comitato organizzatore al voto delle supplenti delle scuole e dei nidi, le quali avevano invece potuto votare in occasione delle recenti elezioni Rsu; nonostante la dislocazione dei seggi in maniera difforme sempre dalle recenti elezioni Rsu; nonostante la concentrazione del voto nell’arco di una sola giornata” il commento. “La prima valutazione dell’USB è che la vittoria del No riapre la trattativa sindacale ed impone all’Amministrazione capitolina di cambiare completamente rotta nei rapporti con i propri dipendenti”.

"I lavoratori non rifiutano semplicemente un contratto, ma lanciano un segnale al loro datore di lavoro nel quale dicono basta ad una politica fatta di aggressione alla loro dignità ed al loro continuo linciaggio mediatico” commenta Stefano Giannini, segretario romano del Sulpl. “Ora si torni seduti al tavolo di trattativa lasciando da parte arroganza e tracotanza che, visti i recenti scandali, non ha proprio ragione di essere”.

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