M5s e i malumori tra i consiglieri comunali: "Dobbiamo tornare ad essere una squadra"

A tre anni dall'insediamento della giunta Raggi, c'è chi si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Lascia il posto, ufficialmente per motivi personali, il consigliere Fabio Tranchina

Piazza del Campidoglio (immagine d'archivio)

"Dobbiamo tornare a essere una squadra", e magari, per far fronte alla crisi, "sarebbe utile anche un assessore all'Ambiente" date le condizioni delle strade cittadine e il malcontento dei romani. Se poi ci fosse pure un decentramento vero per i municipi, "il nostro braccio armato sul territorio", forse si potrebbe recuperare un po' di terreno. Eccoli, i pensieri che circolano tra i consiglieri della maggioranza M5s, tutti consapevoli di essere oggi al giro di boa decisivo. Le opposizioni incalzano, Lega in testa, e il bilancio di tre anni di governo Raggi è impietoso. Rifiuti, trasporti, strade, lo stadio della Roma. I dossier che scottano sono troppi e fondamentali per sperare, senza un cambio di rotta, di ottenere una seconda occasione dagli elettori nel 2021. 

E allora c'è chi approfitta per liberare qualche sassolino dalla scarpa. "C'è da dire che in questi tre anni le tante difficoltà incontrate hanno logorato il gruppo" si sfoga Paolo Ferrara, consigliere del litorale, ex capogruppo capitolino. "Ci vorrebbe qualcuno in grado di rimettere insieme i pezzi, dovremmo tornare a lavorare insieme". Già, malumori e dissidi - che a onor del vero non sono mai mancati - cominciano a tornare a galla ora che davvero sarebbe il caso di aggiustare il tiro. Mentre il gruppo, quello che per Ferrara si è sfaldato, perde pedine.

Ha lasciato ieri il posto da consigliere Fabio Tranchina, eletto con i voti provenienti dal VI Torri, dove è stato anche rappresentante municipale. Motivi personali, ha dichiarato ufficialmente. E i colleghi confermano."Sì sono ragioni familiari, me lo ha detto, non c'è altro dietro" assicura la presidente della commissione Scuola Maria Teresa Zotta, che dice di conoscerlo molto bene. Certo, ammette Monica Montella, la grillina con la fama di "dissidente" per quel no fermo e sempre ribadito allo stadio della Roma, "è una gran perdita. E' stata una grande spalla  per me in commissione Trasparenza". Tra i due si era creato un asse, spesso pronto a criticare a viso aperto anche i colleghi di maggioranza, collaborando se necessario con le opposizioni. Perché "quello che conta - dice Montella - è risolvere i problemi". Quelli che di cui la Capitale è piena, e che i pentastellati faticano ad affrontare. 

Uno su tutti oggi sta creando dissapori: le strade invase dai rifiuti. "Certo servirebbe un assessore all'Ambiente" ammette il consigliere Roberto Di Palma. Poi aggiunge speranzoso: "Sappiamo che arriverà a stretto giro". Sarà, ma l'emergenza va risolta a prescindere. "Non è un'emergenza, è una raccolta a singhiozzo" sentenzia Andrea Coia, presidente della commissione Commercio. Difende la sindaca: "La Regione non ci ha mai dato una mano". Poi però ammette: "Il piano adottato finora per arrivare al 70% di raccolta differenziata non ha funzionato". E l'assessore? "Servirebbe un magistrato"

Poi ci sono i municipi, dove di stelle negli anni ne sono cadute tante. L'ultima ieri insieme a Tranchina, l'assessore al Sociale della giunta Romanella, Francesca Filipponi. "Sono i nostri bracci armati, con un vero decentramento si riuscirebbe a svoltare davvero la situazione di questa città" aggiunge ancora Paolo Ferrara. Lo dice da sempre la minisindaca del VII Monica Lozzi, che non ha risparmiato nel tempo affondi alla stessa giunta Raggi.

Privi di potere reale, e forse poco ascoltati a livello centrale, gli amministratori dei territori annaspano sempre più sfiduciati. Convocati nelle commissioni capitoline esprimono il loro malcontento: per loro ci sono solo grane. Troppo spesso con i bandi legati al Sociale e alla Scuola. Dalle graduatorie dei nidi ai fondi per l'assistenza a disabili e anziani. La guerra è sempre con gli uffici, tra errori e ritardi burocratici. Ma non mancano anche le bocciature politiche, come l'ultima alla proposta di delibera dell'assessore Laura Baldassarre per l'istituzione di un Garante per l'Infanzia. Quattro parlamentini a trazione M5s (XIII, V, VI e IV) hanno rispedito l'idea al mittente: "Inutile e costosa".  

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