Condoni edilizi, cosa dice il nuovo regolamento: dalle pratiche digitali alle norme sul silenzio-assenso

Sì in aula al testo fortemente voluto dall'assessore all'Urbanistica Luca Montuori: "Digitalizzazione, snellimento e trasparenza sono le parole chiave"

Aula Giulio Cesare

Velocizzare le pratiche, 180mila giacenti dagli anni '80, renderle perfettamente tracciabili e quindi, è l'obiettivo, il più possibili trasparenti. E' stata approvata, nell'ultima seduta di Consiglio comunale, la delibera contenente il nuovo regolamento sui condoni edilizi. Fortemente voluto dall'assessore all'Urbanistica Luca Montuori, il testo, suddiviso in sette articoli, punta a snellire il mare magnum di faldoni che da decenni intasano le scrivanie degli uffici capitolini, a garantire introiti importanti per le casse comunali, e a scongiurare scambi illeciti tra funzionari e privati. A gennaio scorso, lo ricordiamo, l'arresto di quattro dipendenti capitolini accusati di aver incassato mazzette da geometri e tecnichi privati per farsi spazio nell'ingolfatissima macchina burocratica dell'Ufficio condoni. 

Da oggi, promette il Movimento Cinque Stelle, si cambia. Prima rivoluzione: la digitalizzazione delle istanze tramite un nuovo sistema informatico che porterà alla luce tutte le vecchie richieste di sanatoria. Altro punto: il privato dovrà presentare tutta la documentazione richiesta dalla normativa sulla piattaforma on line, dopodiché i tecnici procederanno al calcolo dei costi da pagare a carico del richiedente. Saldo che dovrà avvenire, per confermare il silenzio-assenso alla pratica da parte del Comune, entro il termine di 30 giorni, pena il rigetto della domanda. Un aspetto importante per evitare i casi, numerosi, di chi la pratica la avvia ma poi, giudicata magari troppo costosa la sanatoria da pagare, non salda quanto richiesto.

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Per quanto riguarda i controlli, saranno a tappeto specie per nuove costruzioni o ampliamenti di grosse dimensioni, quindi impattanti sul territorio, superiori a 150 metri quadrati, o costruiti in aree di pregio vincolate. A campione invece per gli abusi inferiori a 150 metri quadrati, con check comunque non inferiori al 30% delle pratiche, non sotto il 10 invece per piccoli interventi di restauro o manutenzione straordinaria. 

Insomma, si punta a fare cassa, a stanare gli abusi rimasti sotto traccia, ad alleggerire finalmente il lavoro degli uffici. Ma attenzione, chiarisce l'assessore Montuori intervenuto in aula Giulio Cesare durante il voto, "questo non significa che tutte le richieste verranno accolte indistintamente". Piuttosto, per chiarire, "vuol dire che si potranno integrare e presentare i documenti richiesti per ottenere il rilascio del titolo ai sensi della norma" ma "non che si potranno presentare domande relative a nuovi abusi o tornare su richieste già respinte, non si supereranno i vincoli e i perimetri esistenti, non si modificheranno i limiti entro cui le domande sono accoglibili o meno. Non si deve abbassare la guardia rispetto al fenomeno dell’abusivismo edilizio che è un illecito sempre perseguibile, anche dopo anni".

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