Emergenza rifiuti: il Comune di Roma smentisce la Provincia

Il responsabile comunale della Gestione Territoriale Ambientale Fabio Tancredi indica le lacune di Palazzo Valentini nella risoluzione dell'emergenza dell'immondizia romana: "Da loro solo mero elenco di cave non in esercizio"

Un'emergenza continua. Uno scarica barile tra istituzioni e competenze che dopo mesi di incontri, tavoli, dichiarazioni e 'battaglie' ancora non porta ad una soluzione concreta del problema. Al centro del dibattito sempre l'emergenza rifiuti della città di Roma, una vicenda che lo scorso 17 giugno ha portato al crollo delle tante e variegate proposte che nel corso dei mesi sono arrivate dal Commissario Pecoraro prima e da Sottile poi. 'Grana' che dopo aver portato sul piede di guerra buona parte di Roma e provincia, (da Corcolle a Pian dell'Olmo, passando per Pizzo del Prete e la Valle Galeria) sembra aver virato per una vecchia, quanto oramai consolidata tendenza: prorogare la chiusura di Malagrotta oltre il 30 giugno, con il prefetto e gli enti locali ad aprire la strada all'esempio di Napoli, con la possibilità di inviare l'immondizia romana all'estero. In tutto questo una battaglia intestina tra Provincia, Regione e Comune che continuano giorno dopo giorno a dare forza alle proprie idee indicando le lacune di questo o quell'Ente. Ultimo in ordine di tempo, il responsabile capitolino della Direzione Generale Territoriale Ambientale Fabio Tancredi che punta il dito contro l'operato dell'amministrazione Zingaretti: "Gli uffici del Dipartimento ambiente che si occupano delle attività tecnico-amministrative relative alla gestione dei rifiuti non hanno mai ricevuto indicazioni precise da parte della Provincia di Roma circa l’idoneità di siti dove poter collocare la discarica temporanea".

CARTOGRAFIE - Responsabile della Direzione Ambientale del Comune di Roma che spiega nel dettaglio quanto richiesto dall'amministrazione del sindaco Alemanno agli Uffici del Dipartimento Ambiente: "Lo scorso 8 giugno abbiamo ricevuto 5 cartografie – spiega Tancredi - che illustrano la collocazione di 22 aree all’interno del territorio romano. Per l’esattezza, le carte riguardano: vincoli del sistema archeologico paesaggistico ambientale; vincoli del sistema antropizzato; vincoli del sistema idrogeologico-ambientale; rete ecologica provinciale; il sistema dei vincoli".

VINCOLI ROMANI - Vincoli e carte che confermano, sempre secondo Tancredi, quanto sostenuto dal Comune di Roma sin dall'inizio della vicenda rifiuti: "Tra queste, la cartografia relativa al Sistema dei vincoli, peraltro non corredata da basi topografiche per l’individuazione esatta dei siti, pone in evidenza quanto sostenuto più volte da Roma Capitale, e cioè che il territorio capitolino è sottoposto ai vincoli di varia natura che lo rendono nel suo complesso inidoneo ad ospitare discariche ancorché temporanee. Insomma - aggiunge Tancredi - la Provincia ci ha trasmesso una mera mappatura delle cave non in esercizio, senza individuare puntualmente le zone eventualmente idonee alla localizzazione di impianti di smaltimento di rifiuti e, al contrario, le mappe provinciali forniscono indicazioni di siti inutilizzabili perché collocati all’interno del GRA, in aree naturali vincolate, in zone abitate. Altri siti, invece, individuano cave già risanate e quindi non idonee".

RELAZIONE DALLA PROVINCIA - Fabio Tancredi che indica quanto dovrebbe fare ancora Palazzo Valentini per compiere un'ulteriore passo nella risoluzione del problema: "Alla luce di quanto emerso, dunque, il Dipartimento capitolino all’ambiente ha chiesto ufficialmente ai tecnici della Provincia una dettagliata relazione per ogni zona idonea individuata e, in particolare: indicazioni sulla capacità potenziale di cubatura delle zone individuate, sui vincoli puntuali esistenti e la corrispondenza con i criteri di localizzazione delle discariche  di cui al paragrafo 26 del Piano di gestione dei rifiuti della Regione Lazio, con particolare riguardo ai fattori escludenti, di attenzione progettuale e preferenziali degli aspetti ambientali, idrogeologici e di difesa del suolo e territoriali".

ZONE IDONEE - Dichiarazioni che vanno oltre, indicando i 'compiti che dovrebbe 'svolgere' la Provincia di Roma: "Il Dipartimento ambiente di Roma Capitale ha concluso Fabio Tancredi - potrà esprimere un parere tecnico solo dopo aver esaminato i documenti integrativi richiesti, tenendo presente che si tratta di adempiere al decreto legislativo 152/2006 Codice dell’Ambiente  art. 197 comma 1 lettera d, che affida alle Province  il compito di individuare le zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti".
 

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