A24: "Pedaggio anche sulle nuove complanari". Nanni: "Ingiusto, la battaglia continua"

Lunghezza, Settecamini e Ponte di Nona: stesse tariffe anche sulle complanari. Lo ha chiarito Strada dei Parchi durante la Commissione Lavori Pubblici: "Stabilito da un contratto con il Ministero"

Una gabella discutibile, su questo il giudizio è unanime. Peccato che sia stata decisa da anni, dall'era Veltroni quando, prevedendo l'esplosione edilizia del quadrante est, si pose il nodo traffico. Complanari dell'A24, pedaggio sì, pedaggio no e per chi. Se ne parla da mesi. Oggi il responso di Strada dei Parchi, ditta che ha in carico i lavori, durante la seduta della Commissione Lavori Pubblici convocata dal presidente Dario Nanni: chi ha sempre pagato l'entrata sulla Roma L'Aquila per raggiungere il centro cittadino continuerà a farlo. 

Non cambierà niente per i pendolari di Lunghezza, Settecamini e Ponte di Nona che tutti i giorni, per andare a lavoro, devono passare senza alternativa dalla barriera di Roma est, pagando tariffe forfettarie che si aggirano intorno a 1,20 euro a seconda dell'uscita. Nessun pedaggio invece per chi accede dalle uscite interne del Raccordo, come annunciato e poi smentito a ottobre da Strada dei Parchi. Resta esattamente tutto come prima. Questo è il problema. 

Una tassa considerata "ingiusta" dai cittadini del quadrante, rappresentati oggi dai comitati di quartiere seduti al tavolo. Due le ragioni. Il sistema di calcolo forfettario e non chilometrico che non tiene conto del reale percorso effettuato, e quella che per gli utenti è la vera incongruenza: si è deciso di costruire una valida alternativa all'autostrada, continuando a considerarla tale. Strade nuove per alleggerire il traffico sì, ma non le tasche dei romani, che rivendicano il diritto a muoversi gratuitamente nel perimetro cittadino. 

"E' stata costruita un'opera che tanti di noi non potranno utilizzare, ci costa 500 euro l'anno, ma il nostro cap è 00132, siamo romani, di Roma, e chiediamo il diritto di arrivare in centro senza pagare niente. Per quale motivo chi entra dal Raccordo non paga?". Per i presenti la sperequazione è evidente. E se c'è chi propone semplicemente di non pagare affatto, c'è anche chi, conscio che manutenzione e gestione dell'opera hanno un costo, parla di ripartizione su tutto il tronchetto, fino al Verano, o addirittura di escludere gli utenti delle complanari. Paga le arterie chi percorre l'autostrada. Insomma, o tutti o nessuno.  

D'altra parte, Strada dei Parchi ha poco da comunicare, pur riconoscendo la legittimità delle lamentele. "Si può fare tutto, ma non siamo noi a decidere. L'istituzione del pedaggio per i tre caselli di Lunghezza, Settecamini e Ponte di Nona, necessario alla ditta per prendere in carico la gestione e manutenzione del tratto urbano autostradale, è stato stabilito fin dall'inizio da un accordo con il concedente, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti". Insomma, il Comune ha sbagliato interlocutore. 

Certo, l'atto di cui sopra non è sul tavolo, e i presenti pretendono di vederlo con i loro occhi. Fermo restando il parere dell'avvocatura comunale, reso noto in più occasioni dallo stesso consigliere Nanni: i contraenti dell'opera, tra cui Comune e Regione Lazio, sono obbligati dall'art.2 della deliberazione del 2007 a concertare le modalità della messa in esercizio delle complanari. Detto altrimenti a sedersi a un tavolo a decidere anche del pedaggio. Strada dei Parchi però non è compresa, e infatti nell'atto non c'è la firma. Non resta che rivolgersi al Ministero. 

"Non molleremo adesso - conclude la seduta il presidente Nanni. Per quanto mi riguarda continuo a pensare che pagare sulle complanari sia ingiusto. Dovevano essere un ristoro per l'intero quadrante, parliamo di un'opera pubblica dai costi ingenti, credo che i cittadini abbiamo già pagato, e che non debbano continuare a farlo specie se è l'unica via che hanno per entrare a Roma e se i chilometri che percorrono sono così pochi". 

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