INTERVISTA | Durigon (Lega): "Città in pieno degrado, ecco come libereremo Roma"

Alla vigilia della grande manifestazione di San Giovanni, il deputato e coordinatore per Roma e Provincia racconta a RomaToday dei lavori in corso per la "conquista" della Capitale

Claudio Durigon con Matteo Salvini (Foto Ansa)

"Orgoglio italiano" è lo slogan dei leghisti pronti a invadere piazza San Giovanni. Dietro i tricolori però c'è anche un messaggio chiaro per la Capitale. La manifestazione del 19 ottobre è un dito puntato contro il governo Conte bis e la nuova alleanza M5s-Pd, vero, ma in seconda battuta è una chiamata alle armi per Roma e i romani. Una città "vittima delle inefficienze e dell'immobilismo" dell'amministrazione Raggi, come la definisce ai nostri taccuini il deputato Claudio Durigon, coordinatore della Lega per Roma e provincia. Ecco come il partito, dietro le quinte del raduno di domani, sta lavorando giorno per giorno alla "presa del Campidoglio". 
 

Ora che i Cinque Stelle non sono più alleati l'opposizione alla sindaca Raggi è di quelle senza sconti. Non è un caso che la grande manifestazione di domani sia proprio nella Capitale, giusto?

L'opposizione a Raggi l'abbiamo sempre fatta e l'anno scorso eravamo già a piazza del Popolo. Quello di domani è un messaggio al Governo, per far capire quanto è distante da quello che vogliono i cittadini, fuori c'è un mondo che non crede nelle politiche di questo esecutivo. 

Sì, ma c'è un messaggio anche per i romani? Raccoglierete proprio a San Giovanni firme per chiedere le dimissioni di Raggi.

Certo, oltre a un pessimo Governo a palazzo Chigi qui abbiamo un sindaco che non ha rispetto dei romani. La città è in pieno degrado, siamo di fronte a una Roma che paga le inefficienze e indecisioni dell'amministrazione locale pazzesche. E poi c'è la grande alleanza con il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti che contribuisce a peggiorare i disagi anche per i romani, dalla malasanità a una generale malagestione dei servizi, Roma è diventata sì epicentro della nostra manifestazione anche per le condizioni di disagio estremo in cui versa. 

E allora parliamo di Roma. Come sceglierete il candidato sindaco?

Non è importante capire adesso chi sarà candidato. Senza dubbio verrà selezionata una persona autorevole, che faccia rispettare il programma della coalizione, e che dia subito nei primi cento giorni di governo un'impronta diversa, dai trasporti all'immondizia alle partecipate a tutti i temi fondamentali per far rinascere la città. In Regione ci sarà poi bisogno di qualcuno che pensi ai cittadini e non agli inciuci di palazzo. 

Dovrete passare necessariamente anche per Fratelli d'Italia, da sempre forte a Roma e nel Lazio e ora in crescita anche a livello nazionale. 

Sì ho parlato di programma di colazione, certo non ci arroghiamo il diritto di andare soli. Siamo alleati in tanti territori, lo saremo anche qui non ho motivo di pensare il contrario. Poi, Fdi è in crescita, ma anche la Lega è in stracrescita direi, sia a Roma che nel Lazio dove siamo il primo partito. Negli ultimi due anni sono stati raggiunti grandi risultati. Quello che è importante oggi non è chi è più forte, è costruire insieme quel programma che ci porterà a uscire da questa condizione di immobilismo sia in Comune che in Regione. 

Ecco, a proposito, c'è già un programma? Lo avevate annunciato prima dell'estate, la presentazione sembrava imminente.  

Non ci siamo ancora riuniti con le altre forze di coalizione, per adesso stiamo ascoltando i cittadini. 

Le priorità?

Sicuramente dovremo capire come gestire l'empasse di Roma Capitale e dell'autonomia, quella è una questione determinante. Poi c'è tutto il capitolo dei servizi pubblici, dalle strade invase da auto e buche ai trasporti al ciclo rifiuti e ancora alla scelta di un management nelle partecipate che sia serio. Quello che è fondamentale è decidere, e portare avanti le scelte. Continui cambi di assessori e di cda non fanno bene alla città. 

Una parentesi sui rifiuti: come si esce dalla perenne emergenza? Siete a favore di una discarica? 

Per quanto mi riguarda è abbastanza semplice: da una parte la Regione non può lavarsene le mani delle esigenze di Roma, dall'altra Roma non può continuare a portare i rifiuti fuori. La soluzione l'abbiamo detta più volte: sono i termovalorizzatori. È giusto costruirli, su terreni e spazi adeguati, in modo da riuscire a chiudere il ciclo sul territorio. In parallelo ovviamente con una raccolta differenziata, potenziata sempre di più. Non se ne può più di vedere topi e gabbiani in giro per la città. 

Si può dire che la lega a Roma non esisteva fino a poco più di un anno fa. A parte i passaggi da altri partiti dell'area di destra, come state selezionando la classe dirigente da candidare alle prossime amministrative?

Abbiamo curato molto i passaggi da altri partiti prendendo solo giovani e volenterosi che rispettano gli standard di quello che vogliamo rappresentare. Oggi come oggi stiamo aprendo laboratori di idee alla società civile, a manager, cittadini normali, lavoratori, a tutte quelle categorie che possono dare un'impronta positiva quando andremo a governare.

La sede a Roma l'avete presa?

Sì ma non posso anticiparle niente. E' quasi fatta. La prossima settimana firmeremo il contratto. 

Il centrodestra ha già governato a Roma, in cosa vi differenziate rispetto al governo dell'ex sindaco Gianni Alemanno?

Questa è un'era totalmente diversa, non c'era allora la Lega. Faremo la differenza avendo a nostra disposizione le risorse adeguate, e oggi ci sono, per rilanciare finalmente questa città. Intanto cominciamo da domani, da piazza San Giovanni daremo un segnale forte. 

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