I cittadini dicono no al nuovo impianto di Albano

Il comitato cittadino “No all’inceneritore” contro le decisioni della Regione: “Sull'inceneritore di Albano ancora non è stata scritta la parola fine"

La provincia di Roma, grazie ai finanziamenti della Regione Lazio, avvierà su tutto il suo territorio la raccolta porta a porta. Questo è il frutto di un accordo tra il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e il presidente della Provincia Nicola Zingaretti in base al quale la Regione destinerà otto milioni alla provincia per lo start-up dei progetti di raccolta differenziata porta a porta, facendo sì che la Provincia romana possa diventare il motore per lo smaltimento differenziato dei rifiuti.

La Regione Lazio ha, così, messo a disposizione risorse che non arrivano dallo Stato per intraprendere un processo di inversione completa nella gestione dei rifiuti, contemporaneamente però il Presidente della Regione Piero Marrazzo ha prorogato di un altro anno l’apertura della discarica di Malagrotta e auspicato che venga aperto il prima possibile l’impianto di termovalorizzazione di Albano.

A tal proposito il comitato cittadino “No all’inceneritore” è ancora una volta agguerrito contro le decisioni della Regione. “Sull'inceneritore di Albano ancora non è stata scritta la parola fine. È ancora pendente, infatti, il pronunciamento del Tar Lazio sul ricorso avverso l'autorizzazione, che il Coordinamento Contro l'Inceneritore di Albano ha depositato lo scorso 10 dicembre». È quanto dichiara in una nota Claudio Fiorani, del Coordinamento Contro l'Inceneritore di Albano.

«Gravissime sono le illegittimità seguite nell'iter di autorizzazione dell'impianto - spiega Fiorani - e prima di promuovere ulteriori accelerazioni per la sua costruzione, il Presidente Marrazzo farebbe bene a conservare maggior cautela”. “Sui rifiuti – aggiunge il locale partito dei Verdi - continua la politica degli annunci e delle belle intenzioni, ma questa da sola non basta a far crescere le percentuali della raccolta differenziata.

L'unica cosa certa è che per l'ennesima volta viene prorogato l'esercizio della discarica di Malagrotta, a conferma che se non si rompe il monopolio del ciclo dei rifiuti il Lazio non potranno mai voltare pagina".

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