Tor Vergata, tavolo in Campidoglio per terminare la Città dello Sport

Il prossimo 28 ottobre ci sarà un nuovo incontro tra gli assessori competenti e il rettore uscente Lauro. Per completarla mancano 500 milioni di euro

Dopo anni di abbandono, qualcosa si muove attorno alla Città dello Sport di Calatrava a Tor Vergata. Ieri in Campidoglio è stato avviato un tavolo tecnico per valutare la possibilità di riavviare i lavori per terminare la grande opera che, da progetto iniziale, doveva essere pronta per i Mondiali di Nuoto del 2009. Sul tavolo ci sarebbero dei capitali privati intenzionati a finanziare il completamento della struttura che ad oggi necessiterebbe di 500 milioni di euro. I particolari però, così come il nome della realtà interessata, non sono ancora stati rivelati. Il tavolo tornerà a riunirsi il 28 ottobre e sarà composto dagli assessori di Roma Capitale Luca Pancalli, Paolo Masini e Giovanni Caudo ed i rappresentanti dell'Università di Tor Vergata assieme al rettore uscente Renato Lauro.

L'opera, la cui realizzazione è stata affidata alla Vianini Lavori del gruppo Caltagirone, è già costata oltre 200 milioni di euro anche se il prezzo iniziale previsto era di 60. Ora all'appello mancano almeno 500 milioni di euro. Era stata commissionata nel 2005 all'architetto spagnolo dall'allora sindaco Walter Veltroni quale struttura di punta per le competizioni dei Mondiali di Nuoto del 2009. Ma il futuristico palazzetto a forma di vela non venne mai completato e finiti i soldi è stato abbandonato a sé stesso.

Una speranza era stata riaccesa in occasione della candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020 che tra i progetti vantava anche il completamento dell'opera. Questa eventualità venne però bloccata dalla bocciatura del Governo Monti alla candidatura della Capitale per il Grande evento. Nel febbraio 2012 l'allora sindaco Gianni Alemanno annunciò l'intervento di un gruppo straniero: la società Nec Group International, in associazione con Hrs Ltd,disponibile a versare 380 dei 500 milioni mancanti ottenendo in cambio la gestione per 25 anni degli impianti sportivi e 40 mila metri quadrati di attività commerciali. Ma il progetto non andò in porto.
 

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