Città della statistica, ecco la nuova sede dell'Istat: così Quintiliani non sarà più una zona fantasma

Abdr potrebbe fornire il progetto definitivo entro l'anno. Ecco quello che si sa

Lo studio Abdr Architetti associati si è aggiudicato martedì, con l'apertura delle buste, la realizzazione della nuova sede dell'Istat a Pietralata. La nuova "Città della statistica" sorgerà in un'area tra via dei Monti Tiburtini e via dei Durantini, nel cuore del cosiddetto Sdo. Prende finalmente corpo, dunque, la nascita di quel Sistema direzionale orientale (SDO) atteso dalla città da decenni e che ora, pezzo dopo pezzo, vedrà nascere, oltre alla sede dell'Istat, edifici de La Sapienza, la futura torre che ospiterà il quartier generale delle Fs e altre torri direzionali. Il tutto a poca distanza dalla nuova sede della Bnl e dalla stazione Tiburtina, realizzata sempre dalla Abdr di Paolo Desideri e soci. Abdr potrebbe fornire il progetto definitivo entro l'anno. 

L'area destinata alla "Città della Statistica", dove troveranno posto le attuali otto sedi dislocate all'interno del Comune di Roma in diversi edifici, di proprietà e non, dell'Istat, si trova accanto alla stazione della linea B Quintiliani. Una preziosa condizione che garantisce alla nuova sede il fondamentale requisito di consentire una accessibilità a ridotto costo ambientale. L'attenzione alle relazioni con la città e con i suoi flussi ha indirizzato le strategie progettuali, con l'obiettivo di contribuire, attraverso il disegno degli spazi pubblici, ad una migliore qualità complessiva dell'ambiente urbano. 

sede-istat-quintiliani

Il progetto della nuova sede unificata è impostato secondo criteri di "apertura e permeabilità" in modo da consentire una grande flessibilità d'uso delle attività annesse agli uffici, così che queste possano essere condivise ed accessibili anche da esterni. La forma dello spazio pubblico e dell'edificio che lo delimita sono in forte relazione di continuità con l'importante asse, sottolineato dalla presenza di un portale scultoreo, che identificherà l'accesso alla zona (denominata A dagli strumenti urbanistici) da via dei Monti Tiburtini. L'edificio, così concepito, nel dialogo con gli spazi aperti, concorre ad offrire una nuova identità più fruibile all'intero contesto, ponendosi in questo modo come promotore e creatore di una flessibile nuova centralità urbana.

Obiettivo è quello di assicurare la più efficace riconnessione dello spazio pubblico esterno al lotto con quello nuovo configurato nel progetto a servizio delle funzioni "collettive" previste nel bando di concorso (Biblioteca, Centro Congressi, Area Ristoro, Archivio Storico, Asilo Nido e Palestra). Si tratta di un'importante estensione dello spazio pubblico realizzata nel lotto che si estende a riunificare in un'unica esperienza spaziale le aree prescritte per i portici, alle quali si aggiunge una superficie di circa 7.200mq prevalentemente coperta dal soprastante piano basamentale. 

Questa vera e propria piazza parzialmente coperta rappresenta anche lo spazio pubblico nel quale riconfluiscono, prima dell'ingresso, i flussi pedonali provenienti dai diversi modi di accesso: quello carrabile dal sottostante parcheggio pubblico e pertinenziale; quello del trasporto pubblico proveniente dalla stazione della Metro Quintiliani; quello pedonale proveniente dal trasporto su ferro lunga percorrenza della Stazione Tiburtina. 

Si punta inoltre ad assicurare uno spazio pubblico di grande pregio ambientale dedicato prevalentemente agli addetti interni. Si tratta della grande "piazza/parco" posizionata alla quota +9.00 che ricollega in esterno tutte le dotazioni di servizio interne della nuova sede Istat, come ad esempio le sale per la formazione. La piazza/Parco si affaccia in doppia altezza sulla piazza pubblica posizionata a quota 0.00 sfruttando il vuoto del cortile interno prescritto dal Piano di Assetto. Il progetto prevede specifiche scelte vegetazionali in grado di assicurare le migliori condizioni di protezione all'irraggiamento solare delle facciate interne ed una complessiva caratterizzazione ambientale del nuovo complesso.
 
Le due facciate che prospettano e delimitano lo spazio pubblico principale sono state pensate come una cristallina sovrapposizione di piani che mette in evidenza, per trasparenza, il lavoro e l'attività lavorativa giornaliera dell'Istituto di Statistica.  [FONTE AGENZIA DIRE]

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