Emergenza cinghiali, per ora niente abbattimenti selettivi: si punta sulle gabbie

RomaNatura chiarisce qual è la strategia da seguire per limitare l'invasione dei cinghiali. Scartata l'ipotesi di trasformare gli agricoltori in cacciatori

Cinghiali avvistati a Casal Brunori

L'avvistamento di una famiglia di cinghiali, intenti a rovistare tra i rifiuti di Monte Mario, ha riacceso il dibattito sulla presenza di ungulati in città. Le segnalazioni continuano ad arrivare. La specie, sempre più spesso, viene colta in contesti urbani. Ma la sua diffusione crea probelmi anche nelle aree rurali.

Lo scaricabarile

Gli esemplari fotografati a Monte Mario arrivano dalla riserva dell'Insugherata. Ma si trovano in pieno un ambito cittadino. La questione è diventata subito materia di contrapposizione politica. E' responsabilità della Regione, che gestisce le aree verdi con RomaNatura, o del Comune che non raccoglie i rifiuti?  Secondo il segretario romano del PD Andrea Casu, l'avvistamento di "decine di cinghiali tra i rifiuti a Monte Mario, a pochi passi da una scuola aperta per i campi estivi" è l'ennesima prova del "fallimento della Sindaca Raggi". Sul fronte opposto, Daniele Diaco (M5s)  presidente della commissione capitolina all'ambiente , ha sottolineato che  "la competenza della fauna selvatica è della Regione Lazio, perciò di Zingaretti e non di Roma Capitale".

I grillini in Regione

Sul fronte regionale, il gruppo pentastellato alla Pisana è tornata sulla presenza di ungulati nel Lazio. Lo ha fatto per denunciare "una gestione della fauna selvatica del tutto carente" e per ricordare che servono indennizzi per i danni provocati.  Ma occorrono anche "misure di contenimento della specie cinghiale finalizzate alla prevenzione di  ogni tipo di disagio". Una linea che, evidentemente, è sposata da tutti. Occorre però trovare il modo per contenere la specie.

La collaborazione degli agricoltori

Nelle scorse settimane Coldiretti aveva puntato l'indice verso il modo in cui Roma Natura sta gestendo l'emergenza cinghiali. Nel segnalare che la situazione "non più sostenibile" necessitasse di "azioni immediate e incisive" aveva proposto di coinvolgere gli agricoltori  "nel ruolo di selecontrollori". L'opzione non ha però trovato sponde. "Li abbiamo incontrati – ha spiegato Maurizio Gubbiotti, presidente dell'ente regionale –  per capire come collaborare nella gestione di questa specie. Gli agricoltori ci possono dare sicuramente una mano nella sistemazione e nella sorveglianza delle gabbie".

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Niente abbattimento selettivo

La strategia di contenimento della specie, per Roma Natura deve avvenire con le sole catture. "L'abbattimento selettivo è possibile in contesti molto limitati, come nel caso della Riserva del Presidente. E' impensabile invece in zone come l'Insugherata dove i condomini convivono con la riserva. In altre aree, penso ad esempio a Decima Malafede, potrebbe essere possibile, vista l'estensione, ricorrere ad una futura collaborazione con i tiratori scelti della Forestale". Nel presente però, restano le gabbie. Ed i rifiuti da eliminare. I cinghiali che vengono avvistati "grandi il doppio e molto più prolifici della razza maremmana" ha ricordato Gubbiotti, "quando escono dalle riserve incontrano questi sacchetti di rifiuti". Un invito a nozze per questi esemplari che, da adulti, possono raggiungere il quintale e mezzo. Lavorare al loro contenimento quindi, significa anche tenere pulite le strade della capitale.

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