Il Cinema Palazzo resiste allo sfratto, il municipio incontra la proprietà: "Il Comune compri lo stabile"

Lo ha affermato la presidente Del Bello. Intanto gli attivisti lanciano un'assemblea per il 26 ottobre: "Le istituzioni ci dicano cosa vogliono fare"

L'assemblea al Cinema Palazzo dopo il tentativo di sfratto

Alla fine di una giornata iniziata con l’allarme di uno sgombero, tra i volti delle persone accorse in piazza dei Sanniti per un’affollata assemblea pubblica la sera ha rafforzato una certezza: il Cinema Palazzo ha resistito ai sigilli. E, proprio come gli attivisti di San Lorenzo, ognuno “dei cento spazi occupati della città” è pronto a fare lo stesso. Intanto ieri un punto è stato segnato. I sigilli apposti dall’ufficiale giudiziario giunto sul posto per effettuare lo sfratto ottenuto in tribunale nel 2014 dalla proprietaria dell’immobile, la Domus Aurea spa del gruppo Paoletti arredamenti, nei confronti della società che aveva stipulato un contratto d’affitto per trasformarlo in un casinò, sono durati poche ore.

Il tam tam è scattato immediatamente e in poco tempo decine di persone si sono riversate in piazza dei Sanniti per poi decidere di rientrare "da una porta rimasta senza sigilli" nello stabile diventato negli anni un vero e proprio punto di riferimento culturale e sociale per i cittadini del quartiere e per l'intera città. Non solo. A marcare un passaggio nella città in cui da mesi tutte le occupazioni si trovano sotto sgombero è la possibile apertura di una trattativa tra le istituzioni e la proprietà. Dopo un primo colloquio con l’avvocato della società, ieri sera la presidente del II municipio Francesca Del Bello ha incontrato il proprietario del Cinema Palazzo aprendo di fatto una trattativa con le istituzioni. “La cosa giusta da fare in questo momento è valutare l’acquisizione del bene da parte del Comune di Roma”, ha spiegato a Romatoday. “Il Cinema Palazzo è un luogo molto importante per San Lorenzo e renderlo pubblico sarebbe la miglior risposta ai problemi del quartiere. L’esperienza ci permetterebbe di elaborare anche un nuovo modello di gestione. Dobbiamo mettere in campo un’operazione significativa per salvaguardare l’esperienza positiva che si è sviluppata al suo interno”.

Nei prossimi giorni la presidente incontrerà il vicesindaco Luca Bergamo e l’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori, che già ieri si erano espressi a favore della salvaguardia del posto: “É urgente intraprendere tutte le azioni necessarie per sottrarre questa come altre vicende dalla zona di conflitto tra diritti delle proprietà di immobili abbandonati e interesse pubblico”, hanno scritto. “Auspichiamo e lavoriamo perché si possa trovare un equilibrio con la proprietà”, si legge nella nota. Se ci sia la disponibilità di arrivare all’acquisizione al patrimonio capitolino, così come proposto dalla presidente Del Bello, però ancora non è chiaro.

Non solo il Comune. Secondo quanto apprende Romatoday, lunedì, a poche ore dal tentativo di sfratto, gli avvocati della proprietà hanno incontrato alcuni esponenti della segreteria del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, anche se l’incontro non ha avuto alcun esito. A interessarsi alla vicenda è la consigliera regionale della Lista civica per Zingaretti, Marta Bonafoni: “E’ necessario aprire un dialogo con gli attivisti del Cinema e con le istituzioni per cercare una soluzione che eviti di privare il quartiere di San Lorenzo e la città di Roma di uno spazio fondamentale come questo”. In quanto agli strumenti, la consigliera ha proposto il possibile ricorso “alla legge regionale sui beni comuni approvata qualche mese fa in Regione. La presenza dei vigilantes privati  fuori dalla struttura (come verificato da Romatoday rimasti fino a notte in piazza dei Sanniti con l’incarico di presidiare costantemente l’ex cinema, ndr) però non aiuta di certo il dialogo”.

Romatoday ha contattato l'avvocato della proprietà che si è detta disponibile alla trattativa con le istituzioni.

La trattativa è ancora tutta da costruire. Quel che è certo è che i sigilli dell’ufficiale giudiziario, apposti grazie alla copertura di vigilantes privati, hanno mosso le acque attorno a uno stabile che da luglio si trova nella lista degli immobili per i quali la Prefettura ha in programma di far scendere in campo la forza pubblica, anche se con tempi non certi. “Un’iniziativa anomala che rischia di creare un pericoloso precedente”, il commento degli occupanti.

E mentre tra gli attivisti ci si organizza per presidiare giorno e notte l’ex cinema, si attende di capire la piega che prenderà il dialogo tra la proprietà e le istituzioni: “I comunicati di solidarietà non possono bastare”, spiega un’attivista del Cinema Palazzo aprendo l’assemblea della sera. “Lanciamo fin da subito un’incontro pubblico per il 26 ottobre al quale invitiamo la regione, il comune e il municipio a prendere pubblicamente parola in merito al destino di questo spazio. Una cosa è certa” confermano gli attivisti “le soluzioni che verranno elaborate e gli strumenti che verranno messi in campo per il Cinema Palazzo riguarderanno tutte le occupazioni della città”.

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