Cinema America, i dubbi di Raggi mettono a rischio la rassegna. A salvarla il Municipio Pd

Prima il patrocinio, poi l'idea di una manifestazione per soli tre giorni. L'Arena in piazza San Cosimato si farà e durerà due mesi. Così la minisindaca Alfonsi: "Ci hanno provato in ogni modo a creare ritardi e difficoltà"

Il selfie di Sabrina Alfonsi con i ragazzi del Cinema America (foto Facebook)

Un braccio di ferro a suon di comunicati e post sui social, una lettera appello alla sindaca Virginia Raggi e, alla fine, il selfie di Sabrina Alfonsi, presidente del Municipio I, insieme ai ragazzi del Cinema America. L’Arena in piazza San Cosimato si farà. E a piazzare il carico a bastoni è stata proprio la minisindaca del Centro Storico, con un post su Facebook: “Ci hanno provato in ogni modo a creare ritardi e difficoltà, con atti che dicevano tutto e il contrario di tutto, fino al paradosso di concedere la piazza al Municipio per soli tre giorni. Noi ci siamo fatti carico di portare avanti la procedura, assumendoci anche responsabilità non nostre. E poi, a cose fatte, il vergognoso comunicato stampa dell'assessore alla Cultura che rivendica il buon esito dell’operazione”. Alfonsi ha così placato tutti i ripensamenti dei Cinque Stelle caduti a pioggia nel giro di un amen.

Proprio il vicesindaco Luca Bergamo, ieri 26 maggio, ha dichiarato che è stata concessa l’autorizzazione per la manifestazione (durata 60 giorni) “con due provvedimenti collegati del Gabinetto del sindaco e del Municipio I”. L’atto al suo interno ha una serie di raccomandazioni, tra le quali “ridurre il disturbo sonoro”. Bergamo - che aveva notato “L’Arena in piazza San Cosimato non è a rischio. È solo necessario ancora un po' di lavoro" - ha ricordato pure che il prossimo anno la piazza sarà messa a bando

Soddisfatto Valerio Carocci, presidente del Piccolo America: “Grazie a tutti. E grazie a Sabrina Alfonsi che si è presa tutte le responsabilità politiche ed amministrative al posto del Campidoglio e di Luca Bergamo”. Un’affermazione al vetriolo, un modo questo per togliersi i sassolini dalla scarpe, soprattutto dopo aver ipotizzato di abbandonare la città “a beneficio di un'altra, più aperta e preparata ad accogliere le sfide. Come può questa Amministrazione parlarci di bandi pubblici quando, a un anno dal suo insediamento e dalla pubblicazione della nostra vittoria al concorso per la gestione del Cinema Troisi, non e' ancora riuscita a metterci nelle condizioni di riaprire la Sala?”.

Ma i colpi di Carocci non erano finiti qui: “Nella nostra idea di Roma ci sono tante arene al posto delle isole pedonali del Pigneto, di San Lorenzo e di piazza Trilussa, dove gli unici protagonisti sono gli 80 decibel provocati dalla movida selvaggia, spaccio, violenza e uso sfrenato di alcolici. Ci ricordiamo di quando il comitato elettorale della sindaca pose fine alla distribuzione di volantini a opera dell'attuale consigliera comunale, Gemma Guerrini, residente a San Cosimato, che dichiarava di essere contraria alla nostra iniziativa e più in generale a qualunque progetto di cinema in piazza? Forse vogliamo dibattere sul valore di una petizione di 22 firme anticipate al Campidoglio da una nota della stessa Guerrini e raccolte in cinque mesi su una piazza che registra 1.300 nuclei abitativi? Il tutto – ha incalzato – contro un'iniziativa di interesse culturale cittadino? Luca Bergamo dovrebbe ben sapere che, se si patrocina senza oneri un evento, lo si condivide e difende come ideato dai reali organizzatori. Siamo noi a farci carico dell'unica manifestazione gratuita di reale rilevanza promossa da giovani quest'estate di Roma; del programma culturale per l'Estate Romana ancora non si sa nulla. Siamo a disposizione del vicesindaco: crediamo abbia bisogno di sostegno, visto che di fatto sia stato messo sotto scacco dai rumori di una singola consigliera”.

In ultimo l’appello del mondo del cinema rivolto alla sindaca e firmato, tra gli altri, da Pedro Almodovar, Roberto Benigni, Carlo Verdone, Paolo Virzì, Ferzan Opzetek, solo per citare alcuni nomi: “Apprendiamo che la sua Amministrazione, dopo aver patrocinato il Festival di Trastevere dei ragazzi del Piccolo Cinema America e dopo aver loro concesso piazza San Cosimato per poi ripensarci, avrebbe annunciato ora di autorizzare la manifestazione, sì, ma per pochi giorni, senza emissioni sonore e senza assumersene le responsabilità politiche. Ripromettendosi inoltre, per il futuro, di concedere detta autorizzazione solo per bando, senza lasciare la libertà a tale realtà, che per tale progetto non ha mai ricevuto fondi comunali, né li vuole, di continuare il suo lavoro con i tempi ed i modi con cui lo ha ideato e reso possibile”

E ancora: “Togliere loro l’arena in piazza significa rubare alla città un evento culturale di spicco, nonché incentivare i suoi giovani a riempire le serate estive con il consumo di stupefacenti ed alcolici. È questa la sua idea di città? Vuole forse un’altra piazza Trilussa a San Cosimato? E il tutto per cosa? Perché Roma è in costante campagna elettorale e a pagarne le conseguenze devono essere dei ragazzi, che attualmente rappresentano una delle sue poche certezze per l’offerta culturale di Roma, a quarant’anni per giunta dalla prima Estate Romana di Nicolini?”.

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