Cancellata la ciclabile abusiva di ponte PASA: ecco perchè invece era (ed è) importante

Realizzata due volte da anonimi ciclisti, la pista disegnata su ponte "Principe Amedeo di Savoia Aosta" è stata nuovamente rimossa. Protesta l'associazione Salvaiciclisti

La ciclabile di Ponte Pasa. Dalla pagina facebook

Per oltre una settimana ha attraversato uno dei ponti più trafficati di Roma Nord. Poi la striscia di vernice bianca è stata cancellata. Niente più corsia riservata ai ciclisti su ponte Principe Amedeo di Savoia Aosta. Per la seconda volta.

La ciclabile abusiva

Anonimi ciclisti, in ben due occasioni,hanno disegnato quella ciclabile. Appena un centinaio di metri per ribadire la necessità di pedalare in sicurezza. Ma non hanno avuto fortuna perchè, con sorprendente solerzia, si è proceduto a coprire la vernice posata sull'asfalto di ponte "PASA". Iniziativa, quest'ultima, che non è certo passata sottotraccia. Le contestazioni dei ciclisti, anche soltanto sui social network, non hanno tardato ad arrivare.

La dorsale del Tevere e la ciclabile cancellata

Ma perchè era utile quella pista? Intanto perchè lì sotto passa la dorsale del Tevere, ovvero la ciclabile più lunga e probabilmente importante della Capitale. Tra l'altro, come i ciclisti ben sanno, la scalinata di accesso alla banchina fluviale che si trova proprio all'altezza del ponte Principe Amedeo di Savoia Aosta. Ed è una delle poche che, in città, abbia ancora la canalina funzionante. C'è dell'altro.

Un Municipio senza ciclabili

"Quel ponte di fatto è l'ingresso principale al centro per chi viene dai quadranti ovest della città – spiega Michelangelo Alimenti, attivista del movimento Salvaiciclisti –  è  in sostanza il proseguimento naturale dell'Aurelia, la SS1. In pratica chi scende da Gregorio VII deve fare la galleria di Cavalleggeri e si ritrova davanti quel passaggio e da li prende corso Vittorio per arrivare a piazza Venezia". Sarebbe quindi un utile raccordo, tra strade molto trafficate cui andrebbe garantita la sicurezza anche dei ciclisti. "La cosa assurda è che guardando il Piano Quadro della Ciclabilità romana Gregorio VII dovrebbe essere uno degli assi di accesso alla città ma – sottolinea Michelangelo Alimenti – il XIII municipio è a tutt'oggi senza un metro di ciclabile".

Lo spazio rivendicato dai ciclisti

La ciclabile quindi realizzata sul ponte, per quanto abusiva e quindi necessariamente da rimuovere, sottolinea un'esigenza importante per la mobilità dolce della Capitale. Tra l'altro, come sempre Alimenti fa notare, "sulla carreggiata del ponte sono state realizzate 3 corsie molto larghe, di circa 3,5 metri e sarebbe bastato ridurne la larghezza di 40 cm ognuna per realizzare una ciclabile larga 1,2 metri". Ed è grossomodo quello che i ciclisti anonimi, con la loro vernice bianca, hanno provato a recuperare.

Le ciclabili abusive

Una nuova provocazione, dopo quelle tentate da altri anonimi ciclisti, sotto i ponti ferroviari di Scalo San Lorenzo, di via Santa Bibiana e della Stazione Tuscolana. Un modo probabilmente  per ricordare all'amministrazione comunale che, anche in quei quadranti cittadini, c'è la necessità di pedalare in sicurezza

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