Chiusura dei residence, protesta dei lavoratori: "120 licenziamenti"

Per lunedì 1 febbraio Fp Cgil e Cisl Fp hanno annunciato un presidio dei lavoratori del Consorzio La Cascina. Intanto per gli inquilini "l'assegnazione del buono casa procede tra mille difficoltà"

Una protesta in Campidoglio contro sfratti e chiusura dei residence (immagine di repertorio)

Proteste contro la chiusura dei residence per l'emergenza abitativa. Questa volta, ad annunciare di scendere in piazza non sono gli inquilini, stretti tra il buono casa e la perdita di qualsiasi diritto all'assistenza, ma i lavoratori. "Con la sospensione del servizio verranno licenziate 120 persone" scrivono in un breve comunicato stampa Fp Cgil e Cisl Fp di Roma e Lazio. Le due sigle sindacali hanno organizzato per domani, 1 febbraio, un sit-in di fronte alla sede del Dipartimento Politiche Abitative del Comune di Roma, in viale Pasteur 1, al quale prenderanno parte i dipendenti del Consorzio La Cascina impiegati nei Centro per l'assistenza alloggiativa temporanea (Caat) meglio conosciuti come residence. 

Intanto la dead-line fissata per la chiusura di queste strutture è arrivata. Il commissario Francesco Paolo Tronca infatti, alla fine di novembre, con una delibera aveva posticipato di un mese i tempi per la chiusura fissati dalla precedente amministrazione Marino per la fine del 2015 prorogando la scadenza al 31 gennaio, oggi. "Le liste per l'assegnazione del buono casa procedono a rilento e per le famiglie si sta rivelando difficile trovare appartamenti in affitto con la sola garanzia comunale" spiega a Romatoday un operatore impiegato in un residence. E delucidazioni ufficiali dal Campidoglio sui tempi e sulle graduatorie del buono casa, nonostante le nostre sollecitazioni, non sono arrivate. "È un processo graduale" ha spiegato la sub-commissario con delega alla Casa Clara Vaccaro in una recente intervista al Corriere senza però specificare i tempi dell'operazione.

Le famiglie da 'sistemare' sono oltre mille e dopo che il bando per i cosiddetti Saat si è arenato perché andato deserto, all'amministrazione capitolina non è rimasto che il buono casa. Una scelta "imposta" per gli inquilini che più volte hanno protestato chiedendo "una casa popolare". Il 15 gennaio scorso in Campidoglio si era anche svolta una partecipata protesta. In piazza movimenti, inquilini e alcuni lavoratori. "Avevamo in programma un incontro con il sub-commissario per fare il punto della situazione e lavorare ad alternative al buono casa. Ma all'ultimo momento è saltato. Da quel giorno non abbiamo ricevuto più alcuna convocazione".

LA CASCINA - "In riferimento all’articolo da voi pubblicato in merito alla chiusura dei Residence per l’emergenza abitativa, l’amministrazione del Gruppo La Cascina tiene a sottolineare che il Consorzio non gestisce alcun Centro per l’assistenza alloggiativa temporanea (CAAT) né tantomeno ha come oggetto di attività quello di accoglienza". 

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