Rifiuti, Ama accelera sui centri di trasbordo: da Tor Sapienza a Torrevecchia attivate le prime cinque aree

Altri due siti, è la promessa, verranno attrezzati la prossima settimana. Ma l'azienda precisa: "Non risolvono il problema grave e strutturale dell'insufficienza di sbocchi negli impianti"

L'area di trasbordo a Saxa Rubra

Ama corre ai ripari. A dieci giorni dalla scadenza dell'ordinanza regionale ecco che partono cinque dei sette siti di trasbordo promessi in estate. Via Pino Pascali  in V municipio, via Anagnina in VII, via Piolti de Bianchi, XIII municipio, via Cesare Lombroso-via Vinci, XIV. Qui i rifiuti raccolti in strada con i piccoli compattatori vengono trasferiti sulle macchine "madri" che poi li trasferiscono a loro volta negli impianti di trattamento, senza toccare terra. 

Dalla prossima settimana, comunica l'azienda, saranno attivati gli altri due siti rimasti sulla carta: via Peroni/Ponte Mammolo, IV municipio, e via Schiavonetti, VII municipio. Una mappa quella dei centri di trasbordo dei rifiuti, prevista tra le prescrizioni contenute nell'ordinanza che la regione Lazio emanò lo scorso 5 luglio per far fronte all'ennesima emergenza nella Capitale, di cui si parla da settimane tra pareri e contro pareri di uffici tecnici e municipi. Finalmente ci siamo. 

Le sette aree si aggiungono a quella più grande di Saxa Rubra, un parcheggio allestito ad agosto grazie a un'ordinanza della sindaca Raggi e all'acquisto di nuovi nastri trasportatori da parte dell'azienda. Come Saxa Rubra, promette Ama, arriveranno altre due aree di dimensioni simili. Per reperire le attrezzature necessarie sono in corso dei bandi di gara. Ama però, mette le mani avanti. 

"I siti temporanei di trasbordo - scrive in nota l'azienda - servono a coadiuvare e supportare le operazioni di raccolta sul territorio ma non risolvono il problema grave e strutturale, più volte segnalato, dell’insufficienza degli sbocchi e del delta negativo di capienza e ricezione negli impianti di trattamento per i rifiuti indifferenziati prodotti dalla città di Roma".  Il riferimento è alla crisi rifiuti nuovamente in corso, con 500 tonnellate che questa settimana sono rimaste a terra a causa, anche, della carenza impiantistica. In particolare il Tmb di Aprilia, gestito dalla Rida Ambiente, ha dimezzato le quantità di immondizia accolte dalla Capitale, lamentando a sua volta la mancanza di spazi nel termovalorizzatore di Acea. 

Roma si sa non è autonoma nella gestione del ciclo rifiuti, si appoggia a impianti terzi nella regione Lazio e fuori regione, contando sul proprio territorio solo sul Tmb di Rocca Cencia, a lavoro h24 festivi compresi tra le proteste dei cittadini che denunciano i cattivi odori provenienti dalla struttura. Fuori uso da dicembre lo ricordiamo il Tmb Salario, e in parziale manutenzione i due di Malagrotta di proprietà di Colari. A questo proposito, il piano regionale dei rifiuti, licenziato il 3 agosto dalla giunta Zingaretti, prevede per il territorio di Roma Capitale la realizzazione di una discarica di servizio, o sito temporaneo di stoccaggio che dir si voglia. Opzione che la sindaca Raggi ha sempre escluso. 

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