Castelnuovo di Porto: i residenti accolgono le famiglie con bambini

I cittadini di Castelnuovo di Porto aprono le porte alle famiglie con minori che sono presenti al Cara. Sindaco Travaglini: "L' ospitalità dovrebbe durare sei mesi, per far terminare l'anno scolastico"

Dalla pagina facebook del Comune di Castelnuovo di Porto

I cittadini di Castelnuovo di Porto si sono resi disponibili. Il modello dell' "accoglienza diffusa", lanciato dal sindaco Riccardo Tragliavini, ha raccolto adesioni tra i residenti. 

Il modello dell'accoglienza

Per le famiglie che hanno dei minori al seguito, 4 in tutto, il trasferimento potrebbe essere rimandato. A Castelnuovo di Porto, ha fatto sapere il primo cittadino nel primo pomeriggio di sabato 26 gennaio, "stiamo lavorando sull'attuazione di un  protocollo d'intesa con la prefettura, che ringraziamo profondamente  per la fattiva collaborazione". L'obiettivo è chiaro: "ricollocare le  famiglie con bambini presso i cittadini che hanno dato disponibilità  all'accoglienza". Si lavora a ritmi serrati perchè, come disposto dal Viminale in attuazione del decreto sicurezzal'esperienza del Cara è ormai giunta agli sgoccioli.

Al lavoro a ritmi serrati

"Tutte le offerte di ospitalità - ha spiegato il Sindaco Travaglini - sono in corso di valutazione ad opera  di una task force dei servizi sociali  costituita dal personale del Comune e della Asl Roma 4. Sono in corso  sopralluoghi per verificare le condizioni di ospitalità che dovrebbe durare circa 6 mesi per dare la possibilità ai bambini di terminare  l'anno scolastico". Questo è l'obiettivo che l'amministrazione intende perseguire e che, nel tardo pomeriggio del 26 gennaio, è stato anche raggiunto. Le famiglie con minori possono restare, grazie all'ospitalità diffusa dei cittadini castelnuovesi.

La vicenda del Cara

Il destino delle centinaia di migranti ospitate nel secodo Cara più grande d'Italia, sta dividendo l'opinione pubblica. Da una parte i sostenitori dell'iniziativa dall'altra i detrattori, che denunciano la "deportazione" di centinaia di migranti il cui trasferimento è stato comunicato e reso esecutivo in poche ore.

Integrazione interrotta: guarda il video

La posizione del Comune

All'amministrazione il difficile compito di arginare le conseguenze d' una chiusura ormai imminente. Il Comune, pur favorevole allo smantellamento del Cara, sta criticando apertamente le forme con cui sta avvenendo. Perchè si cancellano di punto in bianco i posti di lavoro di quanti, circa 100 persone, operano in contatto con quella struttura.  Ma l'amministrazione è critica anche per le modalità con cui si sta procedendo ai trasferimenti. Da qui il tentativo di puntare su un "modello d'accoglienza" che vede come  protagonisti i residenti di questa cittadina alle porte di Roma. 

La solidarietà diffusa

Non c'è soltanto "il modello dell'accoglienza diffusa" ad attestare la solidarietà ai migranti del Centro di accoglienza per richiedenti asilo. Nel primo pomeriggio gli studenti della Scuola Popolare di Musica di Testaccio si sono esibiti fuori la struttura che sarà chiusa il prossimo 31 gennaio. Entro quella data dovrebbe lasciare il Cara anche Anszou Cissé,  senegalese di 20 anni, da quelle parti conosciuto come "il bomber". E' lui infatti il centravanti del Castelnuovese, la squadra di calcio che milita in prima categoria. Per Cissé, come riferito dal direttore tecnico della formazione, si sta muovendo qualcosa. "Speriamo di poterlo tenere con noi" ha dichiarato il diesse Mario Monteleone, ricordando che ci sono dei compagni di squadra che si sono già dichiarati disponibili ad ospitarlo.

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