Isole ecologiche Ama nelle caserme, stop di Caudo per Boccea e Ulivelli

Sette le caserme dismesse che Campidoglio vorrebbe utilizzare per mezzi e container Ama. Su due di queste però arriva il no dell'assessore: "Abbiamo già altri progetti". Protesta Italia Nostra: "In contrasto con i vincoli del ministero"

Il forte Trionfale (immagine di repertorio)

Isole ecologiche nelle caserme dismesse in occasione del Giubileo. Il progetto del Campidoglio fa discutere sia la politica locale sia i cittadini e le associazioni che sabato pomeriggio hanno organzzato un volantinaggio in via Boccea, a due passi da uno dei luoghi selezionati. La notizia era stata anticipata alla fine di settembre dall'assessore al Bilancio Marco Causi dalle pagine di Repubblica. "C'è già il piano finanziario, c'è già l'accordo con la difesa" si legge.

Per due dei luoghi annunciati, però è arrivata oggi la smentita dell'assessore alla Trasformazione Urbana Giovanni Caudo: "Forte Boccea e la caserma Ulivelli sono due compendi che fanno parte del protocollo che il Comune ha firmato con la Difesa nel 2014. La trasformazione dell'Ulivelli è già passata in Assemblea capitolina e ci andrà il Municipio. Per il Forte Boccea abbiamo avuto la cessione anticipata dell'area e l'assessore Leonori sta lavorando per trasferisci il mercato. Nessuno di questi due immobili farà parte dell'elenco di utilizzo temporaneo da parte dell'Ama durante il Giubileo". 

IL PROGETTO - Il progetto è stato anticipato nei giorni scorsi dall'assessore al Bilancio Marco Causi sulle pagine di Repubblica: in sette caserme dismesse verranno installate isole ecologiche dove collocare mezzi e operatori dell'Ama in via temporanea per la durata del Giubileo. Il progetto rientrebbe nei 'finanziamenti' che il Campidoglio ha chiesto al Governo in vista del grande evento religioso. Costo complessivo 5,6 milioni di euro. Ecco le aree selezionate riportate dal quotidiano: la caserma Donati in via del Trullo, municipio XI, la direzione magazzini del commissariato in via del Porto Fluviale, VIII municipio, i magazzini dell'areonautica militare in via dei Papareschi, municipio XI, la caserma Antonio Gandin, in via del Forte di Pietralata, la caserma Ulivelli, in via Trionfale, municipio XIV, Forte Boccea, in via di Boccea 251, municipio XIII, la caserma Piccini, in via Casilina, municipio VI. I forti non verrebbero ristrutturati per questa funzione, ma container e mezzi verrebbero installati nelle zone non edificate.  

LA NOTA DI CAUDO E MANCINELLI - Nei giorni scorsi, per il Forte Boccea, era già arrivata la smentita ufficiale dell’assessore alla Trasformazione urbana Giovanni Caudo e del presidente del XIII Municipio Valentino Mancinelli. “Il Forte Boccea, che è già nella disponibilità di Roma Capitale, a seguito del protocollo firmato dal sindaco Marino con il ministro Pinotti, è stato sottratto dalla giunta Marino a operazioni di edificazione" dichiarano i due in una nota congiunta. "A seguito di un percorso partecipativo, che ha visto un momento importante nella Conferenza urbanistica municipale promossa dall’assessorato alla Trasformazione urbana, è stato indicato come la sede dove trasferire il mercato di via Urbano II. E’ già al lavoro un gruppo di progettazione a cui partecipano i tecnici del Municipio e dei dipartimenti di urbanistica, Simu e Attività produttive”. La conclusione sa di chiusura verso il progetto di Causi: “Il XIII Municipio ha già da tempo proposto ad Ama aree idonee per la realizzazione di isole ecologiche, su alcune delle quali già sono stati sviluppati progetti, ed in previsione del Giubileo, alla cabina di regia, proposte specifiche per una migliore logistica del personale Ama”.

ITALIA NOSTRA - Condanna anche dall'associazione Italia Nostra: "La notizia che si sta studiando per il Giubileo di cedere una parte di alcuni forti all'Ama per farvi installare le sue isole ecologiche è in totale contrasto con il grande valore storico, e ambientale di questi straordinari complessi architettonici. E infatti sono vincolati dal ministero dei Beni Culturali" scrive in una nota Italia Nostra. Inoltre "essendo ormai inseriti nel tessuto dei quartieri periferici della città, rappresentano per quegli abitanti l'unica possibilità rimasta nel loro territorio di potere avere verde e servizi pubblici - specialmente culturali e sociali - di grande qualità. Utilizzarli per risolvere i problemi (certo importanti) dell'Ama non è accettabile". Continua il comunicato: "E' stata già formalizzata la destinazione del Forte Trionfale a sede del Municipio XIV ed è già molto avanti la progettazione partecipata per il Forte Boccea per risolvere i tanti problemi di carenza di verde e servizi di quel quadrante". 

UNIONE INQUILINI - Contro il progetto di Causi anche il sindacato Unione Inquilini: "Si tratta di un atto pericoloso e miope, con il quale la giunta capitolina persiste nell’atteggiamento di colpevole insensibilità urbanistica dei suoi predecessori, ignorando deliberatamente l’esempio delle grandi capitali europee, nelle quali gli spazi pubblici sono al centro di ben altri progetti di riqualificazione" dichiara in una nota Renato Rizzo, della segreteria di Roma. "Per l’utilizzo a fini sociali di queste aree dismesse, esisteva da anni un percorso di “progettazione partecipata” di comitati, associazioni e singoli cittadini, promotori di progetti apprezzabili che non sono stati presi considerazione: è un vero e proprio oltraggio, non solo a loro ma a tutta la città". Infine la richiesta: "Chiediamo che questi preziosi beni comuni siano gestiti in piena trasparenza e partecipazione, d’accordo con i Municipi, con i cittadini e con le associazioni che da anni si battono per la rinascita urbanistica e civile di Roma". 

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