Case popolari, Castiglione: "Dalla Regione nessun segnale". Valeriani: "Dal Comune lo zero assoluto"

L'assessora chiede la modifica della legge regionale: "Basta reddito, si valuti l'Isee"

Sull'ennesimo sgombero all'interno di una casa popolare, scatta il botta e risposta tra Comune e Campidoglio. La notizia è stata diffusa ieri mattina dalla sindaca Virginia Raggi: una donna con un reddito di oltre 60 mila euro e una villa di proprietà è stata sgomberata da una casa popolare comunale, in via del Forte Tiburtino, zona Verde Rocca. L'operazione è avvenuta lo scorso 21 maggio dagli agenti del GSSU e del IV Gruppo Tiburtino della Polizia Locale di Roma Capitale.

A suscitare la reazione dell'assessore alle Politiche Abitative, Massimiliano Valeriani, è stato però un post della 'collega' a Casa e Patrimonio, Rosalba Castiglione: "Le ombre sul patrimonio immobiliare capitolino stanno lasciando spazio alla presenza dell’Amministrazione", scrive in un lungo post su Facebook. Poi attacca: "Proprio alla Regione Lazio, che è depositaria della normativa sull’Edilizia residenziale pubblica, continuiamo a chiedere che vengano attuate delle modifiche non più rimandabili per rendere questo strumento veramente al servizio delle famiglie che hanno diritto e bisogno".

Tra le richieste, l'abolizione della possibilità per le famiglie con redditi superiori a quanto previsto per l'accesso ad un alloggio popolare, di continuare ad abitarci. Queste famiglie versano, secondo la legge, un canone superiore che, hanno sottolineato più volte i sindacati, ha un peso fondamentale sulle casse dell'azienda regionale. Castiglione scrive: "Chiediamo che si cancelli la possibilità per i nuclei con redditi superiori al limite previsto per la decadenza di rimanere nell’alloggio popolare ad un canone concordato. Una follia, che stravolge la stessa natura delle case popolari", scrive. 

Altra richiesta: "La rilevazione dello stato economico delle famiglie sia basata non più sulla dichiarazione dei redditi ma su Isee, il che consentirebbe di valutare con più precisione la reale situazione economica dei nuclei, comprese giacenze su conti bancari nonché eventuali Porche parcheggiate sotto casa".

Infine l'attacco diretto: "Dalla Regione Lazio, ad oggi, nessun segnale su questo fronte. Anzi, con la Legge di Stabilità ha approvato l’estensione del diritto di subentrare in un alloggio popolare fino ai parenti di secondo grado". E ancora: "Con l’ente regionale Ater c’è massimo dialogo. Ma è proprio la Regione Lazio che ha la responsabilità di intervenire su alcune questioni normative indispensabili per dare un nuovo impulso e una vera efficacia al sistema".

L'assessore Valeriani ha replicato così: “L'assessore Castiglione oggi vorrebbe spiegare alla Regione quello che dovremmo fare sui temi legati alla casa. Stia tranquilla lo sappiamo e lo stiamo già facendo. Piuttosto invece ci racconti cosa ha prodotto il Comune in tre anni su questo tema. La risposta gliela suggerisco io: zero assoluto, nessun progetto, nessun impegno, nessun dialogo. A Roma semplicemente non esiste nessuno che si occupi in Campidoglio del problema della casa. Ecco, l’assessore prima di tentare di impartire al prossimo inutili lezioni si preoccupi delle inefficienze del Comune di Roma”.

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