Raggi torna all'attacco di Casapound e scrive al Governo: "Subito sgombero dall'Esquilino e da Ostia"

La sindaca invia due lettere ai ministri dell'Economia e della Difesa. Lo sfratto dell'estrema destra è una delle battaglie che porta avanti da quando si è insediata in Campidoglio

Palazzo occupato via Napoleone III

Raggi torna in pressing sul Governo. La richiesta è ormai la stessa da quando si è insediata in Campidoglio o quasi: sfrattare Casapound da via Napoleone III, storica sede abusiva dell'estrema destra nel rione Esquilino, ma non solo. 

Stavolta oltre a una lettera inviata al ministero dell'Economia (il palazzo è di proprietà del Demanio) ne scrive un'altra indirizzata alla Difesa, per chiedere, si legge, di "ripristinare la legalità in via delle Baleniere a Ostia, in un palazzo dell'Aeronatuica Militare"

Insomma, dopo le minacce subite a Ostia la scorsa settimana dai "fascisti del terzo millennio", la sindaca grillina riparte con la sua battaglia. Già portata avanti durante il governo Conte I, quando agli interni c'era Matteo Salvini. 

Per via Napoleone III l'avviso di sfratto agli occupanti è già arrivato (nonostante comunque il palazzo non fosse giudicato tra i prioritari da sgomberare) e già oggetto di un ricorso al Consiglio di Stato, per Ostia il sottosegretario alla Difesa Giulio Calvisi parla di "atto gravissimo" sporgendo denuncia-querela ai carabinieri. 

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Uno scontro aperto quello tra la sindaca Virginia Raggi e l'estrema destra. Sempre ribadito anche quando un mese fa, in piena emergenza coronavirus, per caso, la prima cittadina si è ritrovata a presenziare a un evento solidale che vedeva tra gli organizzatori un un ex candidato con Casapound sul territorio (sul posto senza simboli e appoggiato a un'associazione ambientalista), indagato per l'aggressione ai ragazzi del Cinema America. Una gaffe alla quale Raggi ha subito reagito: "Noi non abbiamo niente da spartire con Casapound. Anzi torniamo a chiedere lo sgombero di via Napoleone III". Detto, fatto. 
 

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