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Casapound verso lo sgombero: i militanti rispondono facendo risuonare l'inno di Mameli dalla finestra

La Procura ha chiesto e ottenuto dal gip il sequestro preventivo dell'immobile, occupato nel 2003 dal gruppo neofascista

 

Le note dell'inno di Mameli risuonano in via Napoleone III. Con una cassa stereo posizionata su un davanzale, i militanti di Casapound rispondono alla notizia dello sgombero sempre più vicino. 

Sull'immobile, a conclusione di un'indagine della Digos, la Procura della Repubblica capitolina ha chiesto e ottenuto dal Gip un sequestro preventivo con riferimento al reato di occupazione abusiva. Due gli esposti che erano arrivati a piazzale Clodio negli ultimi mesi, uno dell'Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani) e un altro dell'Agenzia del demanio, proprietaria dell'immobile. 

Di ieri l'annuncio della viceministra Laura Castelli: "Finalmente ripristiniamo la legalità". Oggi la conferma che qualcosa si è mosso. La storica occupazione abusiva nel cuore dell'Esquilino verrà smantellata con il sequestro fissato dai giudici. 

"La criminalità non si è mai nascosta a Roma da quando sono in carica, ma io non mi sono mai fermata - ha commentato la sindaca Raggi - la procura ha fatto un ottimo lavoro, notificando un ordine di sequestro per l'immobile di via Napoleone III, occupato da oltre 18 anni da Casapound". 

Una prima vittoria che il M5s, da tempo "in guerra" con i militanti di estrema destra, ora ci tiene a intestarsi. "Di Stefano (leader della formazione neofascista, ndr) invece di mettere alla finestra del primo piano del palazzo di via Napoleone una cassa acustica che diffonde l'inno nazionale impieghi il tempo a fare le valigie. E’ giunta l’ora" commenta il consigliere grillino Paolo Ferrara. "Abbiamo sempre detto che le occupazioni sistematiche degli estremisti di destra dovevano finire. Ringrazio Virginia Raggi e il Viceministro Laura Castelli per il grande lavoro sulla legalità".

Commenta anche il capogruppo Giuliano Pacetti: "La sindaca Raggi proprio negli scorsi giorni aveva scritto al Mef per chiedere di accelerare l’iter per la liberazione dell’edificio. Il provvedimento di sequestro rappresenta una svolta storica per la città, voglio ringraziare la sindaca Raggi e il Viceministro Laura Castelli per il loro impegno". 

Applausi ai giudici per l'ordine di sequestro anche dall'Anpi, l'associazione nazionale partigiani italiani che sul caso aveva presentato un esposto.  "Oggi su provvedimento del gip di Roma richiesto dalla Procura della Repubblica e ottenuto a seguito dell'esposto dell'Anpi nazionale e delle continue iniziative pubbliche di denuncia e di pressione promosse dalla nostra associazione, è stato disposto il sequestro preventivo della sede di CasaPound di Roma. Esprimiamo grande soddisfazione per il ripristino della legalità e per il raggiungimento di un risultato che fa onore ad anni di battaglie antifasciste per la piena attuazione della Costituzione". 

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